La logorante sosta dedicata agli impegni delle Nazionali va finalmente in archivio, restituendo all'Atalanta una rosa reduce da fortune alterne, emozioni contrastanti e un minutaggio decisamente disomogeneo. Con ben quindici atleti sparsi per i cinque continenti, lo staff tecnico scruta i dati dei rientri per valutare le energie rimaste in vista dell'incandescente volata finale di stagione.

L'EN PLEIN ALBANESE E LA GESTIONE DELLE ENERGIE - L'unico elemento dell'intero organico ad aver subito un vero e proprio salasso fisico è Berat Djimsiti. Il granitico difensore ha completato l'en plein, restando sul rettangolo di gioco per tutti i centottanta minuti a disposizione tra la sfortunata semifinale dei playoff contro la Polonia e la successiva amichevole con l'Ucraina. – come analizza L'Eco di Bergamo – il resto della truppa ha invece beneficiato di una gestione decisamente più ponderata. Scorrendo le statistiche, Mario Pasalic ha accumulato centonove minuti complessivi (impreziositi da un assist vincente) con la maglia della Croazia, mentre Sead Kolasinac si è fermato a quota centosette, potendo però vantare due presenze da titolare inamovibile proprio come il collega di reparto albanese.

I TRIONFI MONDIALI E LE LACRIME AZZURRE - Il bilancio emotivo di questa tornata internazionale ha assunto i contorni di un ottovolante. A fare festa grande sono il già citato laterale bosniaco e Isak Hien, entrambi capaci di blindare la qualificazione alla prossima rassegna iridata nordamericana. Sorrisi amari e profonda frustrazione, invece, per gli sconfitti delle spietate finali playoff: dalle ben note lacrime degli azzurri a quelle di Nicola Zalewski, il cui bottino di un gol e un assist non è purtroppo servito a salvare la sua Polonia dalla capitolazione. Sogni mondiali infranti in semifinale, come detto, anche per l'Albania.

IL PALLOTTOLIERE DEI RESTANTI E GLI INFORTUNI - Gli altri alfieri nerazzurri hanno vissuto parentesi più frammentate. Novanta minuti esatti sono finiti nelle gambe di Nikola Krstovic col Montenegro e Odilon Kossounou con la Costa d'Avorio, affiancati idealmente dagli ottantanove minuti totali di Charles De Ketelaere (a segno su rigore nell'impegno del Belgio contro gli Stati Uniti). Impiego ridotto per Lazar Samardzic (settantacinque minuti suddivisi in due spezzoni), per l'esordiente Mike Ahanor (ventidue minuti di battesimo con l'Under 21 azzurra) e per le comparsate di Kamaldeen Sulemana e Giacomo Raspadori. Preoccupa non poco lo stop del centrale svedese, fermatosi per infortunio dopo appena trentasette giri di orologio, mentre i restanti azzurri Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini e l'infortunato Gianluca Scamacca non hanno collezionato nemmeno un minuto sul prato verde.

LA TESTA ALLA VOLATA FINALE - Con il rientro scaglionato di tutti gli effettivi a Zingonia, fatta eccezione per il trequartista belga atteso proprio in queste ore, Raffaele Palladino può finalmente ricompattare il gruppo. L'obiettivo primario è rialzare i ritmi sul manto erboso della New Balance Arena, trasformando le tossine internazionali in rabbia agonistica per alimentare le ambizioni del club lombardo da qui al termine del campionato.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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