Ci sono sconfitte che lasciano l'amaro in bocca e ritorni che scaldano il cuore, andando oltre il verdetto del tabellone. Per Marco Palestra, la notte della New Balance Arena è stata un vortice di sensazioni contrastanti: la delusione per il 2-1 subito dalla sua squadra attuale, il Cagliari, e l'orgoglio di sentirsi ancora a casa in quello stadio che lo ha visto muovere i primi passi tra i grandi. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post-partita, l'esterno di proprietà nerazzurra ha analizzato la sua prova e quella dei sardi, senza nascondere l'emozione per l'accoglienza ricevuta dalla sua gente.
IL TRIBUTO DI BERGAMO – Non è mai banale tornare dove tutto è iniziato, specialmente quando dall'altra parte c'è un pubblico che sa riconoscere il talento e l'appartenenza. Palestra mette da parte per un attimo l'analisi tecnica per farsi trasportare dai sentimenti. «È stato un bel ritorno, devo ringraziare i tifosi per gli applausi che mi hanno riservato», confessa il classe 2005. Il risultato non sorride, ma la prestazione resta: «Sarebbe stato meglio aver vinto, certo, ma abbiamo disputato una bella partita. Personalmente posso essere solo contento: di me, della squadra e dell'affetto ricevuto».
“Io il più forte d’Europa?”
— DAZN Italia (@DAZN_IT) December 14, 2025
Saggezza da veterano per il 2005 Palestra #AtalantaCagliari #DAZN pic.twitter.com/39e0S48wel
MISSIONE SALVEZZA – Il Cagliari esce sconfitto ma non ridimensionato. L'analisi del laterale destro è lucida e guarda con ottimismo al prosieguo della stagione, nonostante la classifica imponga di lottare con il coltello tra i denti. «Siamo pienamente consapevoli delle nostre qualità», spiega Palestra, sottolineando l'identità precisa del gruppo. «Siamo una squadra giovane guidata da un mister altrettanto giovane, ma le idee ci sono eccome. Remiamo tutti in un'unica direzione e questa è la cosa più importante. L'atteggiamento non manca mai: giocando così, i punti per la salvezza arriveranno il prima possibile».
LA METAMORFOSI – Infine, un bilancio su questi primi mesi di Serie A da protagonista, lontano dall'ala protettiva di Zingonia. Il prestito in Sardegna si sta rivelando la scelta vincente per la sua maturazione. «È stato un primo anno importantissimo per me», ammette il giocatore, tracciando la linea della sua evoluzione. «Ho trovato un mister e dei compagni fantastici che mi hanno insegnato tanto. A livello calcistico sento di essere migliorato moltissimo, ma soprattutto ho trovato quella continuità di impiego che mi serviva per crescere. Sono felice di come sta andando, anche se so che posso fare ancora meglio».
Un messaggio chiaro anche all'Atalanta, che osserva da vicino la fioritura di uno dei suoi prospetti più interessanti, pronto forse, in futuro, a prendersi quegli applausi indossando la maglia nerazzurra.
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