Un palcoscenico da brividi, una montagna scalabile solo nei sogni più selvaggi, ma con il tricolore cucito idealmente sul petto. Raffaele Palladino si presenta sul prato dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera con la consapevolezza di chi sa di dover affrontare una vera e propria "mission impossible" sportiva, ma animato da un fuoco interiore che non ammette rese anticipate. Il pesante 6-1 subìto alla New Balance Arena grida ancora vendetta e l'allenatore nerazzurro – alla guida dell'unica superstite del calcio italiano nella massima competizione europea – non si nasconde. Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico campano ha tracciato la rotta per un ritorno all'insegna della dignità e dell'orgoglio: un rientro al collaudato sistema di gioco, un'attenzione maniacale ai dettagli e la ferrea volontà di dimostrare che la disfatta della gara d'andata è stata solo un brutto e isolato incidente di percorso. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

L'Allianz Arena illuminata a festa regala sempre un colpo d'occhio spettacolare e suggestivo. Che emozione si prova, a livello personale e di gruppo, nel calcare questo storico prato a bordo campo, portando sulle spalle l'orgoglio e la responsabilità di essere l'unica squadra italiana ancora in corsa negli ottavi di finale di Champions League?
«È una sensazione semplicemente bellissima. Poter ammirare da vicino un impianto così maestoso e ricco di storia rappresenta un motivo di grandissimo orgoglio per tutti noi. Essere l'unica formazione italiana giunta fino agli ottavi di finale di questa edizione della Champions League ci riempie di soddisfazione e gratifica gli immensi sforzi profusi fin qui. Siamo profondamente fieri del percorso che abbiamo costruito, passo dopo passo, e siamo felici di poter rappresentare il nostro Paese su un palcoscenico di tale prestigio. Domani sera scenderemo in campo con il chiaro intento di goderci ogni singolo istante di questa magica atmosfera, cercando di offrire una prestazione tecnica e caratteriale di altissimo livello».

Alla luce del pesantissimo risultato maturato nella gara d'andata, tentare una rimonta e recuperare cinque gol di scarto appare, a rigor di logica, un'impresa proibitiva contro questa corazzata. Che tipo di partita avete studiato e preparato per affrontare questo durissimo ritorno?
«Siamo perfettamente realisti e consapevoli che ribaltare un divario di cinque reti contro una formazione di questa caratura rasenti l'impossibile. Tuttavia, il nostro imperativo categorico è quello di disputare una gara che sia pienamente degna di un ottavo di finale di Champions League. Se siamo giunti fin qui, è perché abbiamo sempre coltivato l'ambizione di essere competitivi contro chiunque. Sappiamo di dover fronteggiare un avversario completo sotto ogni aspetto del gioco, probabilmente la squadra più forte attualmente in circolazione nel panorama europeo. Noi, però, cercheremo di dare il massimo, gettando il cuore oltre l'ostacolo con immenso orgoglio. All'andata abbiamo incassato decisamente troppi gol; per questo motivo, abbiamo preparato la sfida di domani analizzando minuziosamente ogni errore commesso a Bergamo. Dovremo curare i dettagli in modo maniacale, prestando un'attenzione estrema alle loro formidabili individualità e negando quella profondità che ci ha letteralmente squartato, specialmente nella prima frazione di gioco. Ma non solo: anche quando ci siamo abbassati nella ripresa, la loro tecnica nello stretto ha fatto la differenza. Servirà una concentrazione feroce nei duelli difensivi. Rispettiamo il loro immenso valore, sia tecnico che atletico, nonché l'ottimo lavoro del loro allenatore, ma vi garantisco che faremo tutto ciò che è in nostro potere per rendergli la vita difficile».

L'aspetto legato all'atteggiamento e alla mentalità sarà sicuramente predominante. Ma scendendo più nel dettaglio della lavagna tattica, dopo le variazioni apportate all'andata, pensa di stravolgere nuovamente il sistema di gioco per questa sfida di ritorno?
«L'atteggiamento, come giustamente sottolineato, è la base fondante da cui non si può prescindere. Per quanto riguarda l'assetto tattico, vi anticipo che cercheremo di tornare alle nostre certezze e di schierarci con il nostro consueto sistema di gioco. Ci tengo a chiarire un aspetto fondamentale relativo alla gara d'andata, visto che nei giorni successivi si è discusso moltissimo dei moduli: la mia scelta di variare lo schieramento è stata dettata principalmente da una grave emergenza infortuni, in particolar modo nel reparto offensivo. Trovandomi a corto di alternative, ho provato a schierare due punte di peso per tentare di dare maggiore fisicità all'attacco. Con il senno di poi è sempre facile sentenziare se una mossa sia stata geniale o disastrosa, ma io resto fermamente convinto che non siano i sistemi di gioco, da soli, a determinare le vittorie o le sconfitte. La vera differenza l'hanno fatta i nostri avversari, che si sono dimostrati formidabili e a cui vanno riconosciuti i giusti meriti. Domani, in ogni caso, scenderemo in campo per rimettere a posto i tasselli del nostro mosaico: l'onta di quei sei gol incassati all'andata brucia ancora tantissimo e noi vogliamo dimostrare di poter essere altamente competitivi anche nel loro tempio».

Un discorso lucido, venato di grande umiltà ma altrettanto intriso di sano orgoglio sportivo. Raffaele Palladino non vende false illusioni di rimonte fantascientifiche, ma pretende dai suoi ragazzi una prova di spessore morale e tecnico che onori il blasone della squadra e del calcio italiano. L'Allianz Arena si prepara a emettere il suo verdetto definitivo, e la formazione bergamasca è pronta ad affrontarlo a testa altissima.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 20:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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