Il verdetto ufficiale del Giudice Sportivo si abbatte sulle speranze della Roma, spegnendo sul nascere ogni velleità di revisione legata all'ammonizione comminata a Wesley. Il referto disciplinare della ventinovesima giornata di Serie A certifica infatti il respingimento del ricorso presentato dalla dirigenza giallorossa, archiviando in via definitiva uno degli episodi più dibattuti dell'amara trasferta lariana.

L'ILLUSIONE DELLO SCAMBIO DI PERSONA - L'intricata vicenda trae origine dai concitati minuti della ripresa della sfida andata in scena in riva al lago e vinta per 2-1 dal Como. Il club capitolino aveva deciso di appellarsi all'articolo 61, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, segnalando quello che riteneva un palese errore di identificazione da parte del direttore di gara. Secondo la tesi della Lupa, il cartellino giallo sventolato al diciannovesimo minuto all'indirizzo dell'esterno brasiliano per un intervento ai danni di Diao era in realtà da destinare al compagno di squadra Devyne Rensch.

L'ISTRUTTORIA E IL SUPPLEMENTO D'INDAGINE - La macchina della giustizia calcistica si è messa in moto non appena ricevuta la segnalazione via PEC, corredata dalle immagini televisive dell'episodio fornite dalla società a piena garanzia documentale. Tuttavia, il meticoloso supplemento di indagine richiesto dai vertici disciplinari ha portato a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle auspicate dalla dirigenza romanista, smontando pezzo per pezzo la tesi dello scambio di identità.

LA SENTENZA DI MASSA E LA CONFERMA DI FABBRI - A far cadere il castello accusatorio sono state le relazioni inequivocabili redatte dagli ufficiali di gara. L'arbitro Davide Massa ha chiarito a chiare lettere come il contrasto portato dal difensore olandese fosse da considerarsi assolutamente regolare, puntando invece il dito sull'intervento successivo e falloso commesso proprio dal numero quarantatré sudamericano. Una versione blindata e cristallizzata anche dal VAR Michael Fabbri: quest'ultimo ha confermato di aver effettuato il consueto check silente, senza ravvisare alcun presupposto regolamentare per richiamare il fischietto al monitor per una revisione e convalidando di fatto la scelta presa in diretta.

Una sentenza insindacabile che chiude ogni spazio alle recriminazioni e fissa le sanzioni: la Roma deve fare i conti con un cartellino che resta inesorabilmente a referto, mentre la giustizia sportiva fa calare il sipario sull'ennesimo cortocircuito da moviola.

© Riproduzione Riservata

© foto di www.imagephotoagency.it
Sezione: Serie A / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 22:05
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture