La ferita dell'andata brucia ancora, ma il prato dell'Allianz Arena offre la vetrina ideale per una dimostrazione di puro orgoglio. Alla vigilia del ritorno degli ottavi di Champions League contro il colosso Bayern Monaco, a prendere la parola per la retroguardia dell'Atalanta è Isak Hien. Il possente centrale svedese, pilastro della difesa forgiata da Raffaele Palladino, analizza il proibitivo incrocio bavarese con la freddezza e la lucidità tipiche del suo temperamento scandinavo. Nessun timore reverenziale, ma la profonda consapevolezza di trovarsi di fronte a una delle prime tre potenze calcistiche del pianeta. Un banco di prova vitale per misurare la crescita del gruppo, cancellare le ombre del primo round e rendere omaggio a un esodo di tifosi pronto a spingere la squadra oltre i propri limiti. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Isak, scendere in campo all'Allianz Arena richiede una tenuta mentale d'acciaio. Dal punto di vista tattico e agonistico, che tipo di partita ti aspetti contro una corazzata di questo calibro?
«Mi aspetto senza alcun dubbio una partita durissima, dal coefficiente di difficoltà estremo. Sappiamo perfettamente che, per sperare di uscire da questo stadio con un risultato positivo, dovremo rasentare la perfezione in ogni singolo dettaglio, non sbagliando letteralmente nulla. Tuttavia, ho una fiducia cieca nei nostri mezzi: abbiamo una squadra estremamente forte e nel corso di questa intera stagione abbiamo ampiamente dimostrato quale sia la reale forza e l'incredibile voglia di lottare che anima questo gruppo. Proprio per questo motivo, sono assolutamente certo che domani sera ognuno di noi darà il massimo, gettando il cuore oltre l'ostacolo dal primo all'ultimo minuto».
Per il vostro reparto difensivo, costantemente sollecitato dalla velocità e dalla tecnica degli attaccanti bavaresi, si profila l'ennesimo test probante. Come vivete questa pressione all'interno della retroguardia?
«La viviamo come uno stimolo enorme. Sarà una di quelle partite che ti lasciano tantissimo dal punto di vista dell'esperienza. Ormai manca pochissimo alla sfida e io credo fermamente che, per un giocatore, il modo migliore per innalzare il proprio livello sia proprio quello di confrontarsi sul campo contro avversari di questa caratura, contro le squadre più forti del mondo. Per noi difensori, così come per l'intera squadra, questo incrocio rappresenta un'opportunità di crescita impagabile. Ma, soprattutto, è l'occasione perfetta per dimostrare a tutti quel reale valore che, purtroppo, non siamo riusciti a esprimere appieno nella partita d'andata».
Bisogna riconoscere, con grande onestà, che affrontare il Bayern Monaco oggi significa misurarsi con quella che è, in assoluto, la squadra più in forma e forse la più forte del panorama calcistico attuale. Questo genera un certo timore?
«È un dato di fatto, secondo me il Bayern rientra a pieno titolo nella top tre delle squadre più forti del mondo in questo preciso momento storico. Ma, ripeto, per noi questa deve essere vista esclusivamente come una bellissima opportunità per crescere, per confrontarci ad altissimi livelli e per tentare di centrare un buon risultato. Personalmente, mi trovo qui a Bergamo da due anni e nel corso di questo periodo abbiamo disputato grandissime prestazioni contro svariati top club europei. Per questo motivo non mi preoccupo eccessivamente del fatto che loro siano così dominanti e temibili. Siamo consapevoli di non aver fatto abbastanza nella gara d'andata, non siamo stati all'altezza dei nostri standard, ma sono assolutamente certo che domani metteremo in campo una prestazione nettamente superiore».
Infine, un pensiero per i tifosi: anche in terra tedesca il settore ospiti sarà gremito e vi seguiranno in massa per sostenervi in questa delicatissima sfida europea. Quanto incide la loro presenza in serate del genere?
«L'apporto dei nostri tifosi è vitale: ci regalano sempre quella percentuale di energia in più che ci permette di spingerci oltre la fatica e di realizzare ciò che abbiamo in mente. Avere un popolo del genere al nostro fianco è motivo di immensa felicità, è una spinta costante. Sapere che affronteranno un lungo viaggio per arrivare qui in tantissimi ci riempie di orgoglio e di gioia. Vogliamo scendere in campo per renderli fieri di noi».
Un concentrato di pragmatismo e feroce ambizione. Isak Hien non si nasconde dietro la manifesta superiorità dei tedeschi, ma chiama a raccolta l'orgoglio di uno spogliatoio ferito. L'Allianz Arena sarà il teatro di una battaglia in cui i nerazzurri, spinti dall'incessante marea bergamasca, proveranno a dimostrare che l'incidente dell'andata non ha minimamente scalfito la solida identità costruita in questi anni.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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