La salvezza ormai in tasca, la leggerezza di chi ha poco da perdere e la voglia di chiudere bene una stagione che ha cambiato volto dopo l’arrivo di Daniele De Rossi. Il Genoa si presenta a Bergamo senza l’assillo della classifica, ma con l’intenzione di giocarsela fino in fondo. A raccontare il momento rossoblù in vista della sfida di stasera alla New Balance Arena è Valerio Arrichiello de Il Secolo XIX, che segue da vicino il Genoa e analizza in esclusiva per TuttoAtalanta.com le condizioni della squadra ligure, le possibili scelte tattiche e le insidie di una sfida che per l’Atalanta vale ancora molto in chiave europea.
Come arriva il Genoa alla trasferta di Bergamo, sia dal punto di vista mentale che fisico?
«Il Genoa arriva alla partita con l’Atalanta abbastanza bene – confida in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –. Dal punto di vista mentale c’è serenità per la salvezza di fatto raggiunta, anche se bisogna essere bravi a tenere alte le motivazioni. Dal punto di vista fisico la squadra è ancora brillante, gli unici assenti dovrebbero essere Baldanzi. Norton-Cuffy ed Ekuban ci saranno ma non hanno molti minuti nelle gambe».
L’Atalanta arriva dall’eliminazione in Coppa Italia e dalla pesante sconfitta di Cagliari: che squadra ti aspetti di trovare? Più ferita e in cerca di riscatto oppure arrivata con poche energie a questo finale di stagione?
«Molto dipenderà dalla bravura di Palladino nel trovare le chiavi giuste con la squadra e dalla capacità di reazione dei giocatori, ma se l’Atalanta vuole almeno sperare in un posto in Conference League deve riuscire a trasformare le recenti delusioni in rabbia agonistica».
La salvezza sembra ormai molto vicina: questo può liberare mentalmente il Genoa oppure togliere qualcosa in termini di tensione agonistica?
«Il confine in questi casi è sottile. Contro il Como si è visto un Genoa molto motivato e, conoscendo De Rossi, farà di tutto per tirare fuori il massimo dai suoi giocatori fino all’ultima partita di campionato. Mi aspetto anche a Bergamo un Genoa che si giocherà la partita».
Quali sono oggi i principali punti di forza del Genoa e quali invece i limiti che emergono maggiormente contro squadre di alta classifica?
«Tra i punti di forza del Genoa ci metto sicuramente il coraggio con cui affronta qualsiasi avversario, senza sentirsi mai battuto in partenza. Inoltre la squadra ha ormai una sua identità di gioco e De Rossi non rinuncia mai ai giocatori di qualità. Contro le grandi squadre, il Genoa ha fatto spesso belle partite e ha anche ottenuto buoni risultati, ma inevitabilmente il divario tecnico e fisico avvantaggia le big negli episodi che possono decidere le partite».
Quali possono essere le difficoltà principali per il Genoa contro una squadra come l’Atalanta?
«Non sarà facile reggere l’urto dal punto di vista fisico. E poi ci sono Scamacca e Krstovic, due centravanti che possono creare problemi a chiunque».
C’è un giocatore del Genoa che potrebbe diventare decisivo sabato? E chi o cosa dell’Atalanta ti preoccupa maggiormente?
«Se giocherà, mi aspetto una grande partita da parte di Colombo. Nei campionati precedenti non era mai andato oltre i 6 gol. A Pisa, però, ha segnato il suo settimo gol e confido in altre reti da qui a fine campionato. Per quel che riguarda l’Atalanta, invece, contro il Cagliari ho visto uno Scamacca in crescita: è un ex rossoblù e potenzialmente è il centravanti italiano più forte».
Ci sono indicazioni in merito alla formazione?
«Contro il Como, De Rossi ha provato la difesa a 4, ma stavolta si tornerà al solito 3-4-2-1. Il portiere Bijlow, uscito contro il Como al 45’ per un fastidio al polpaccio, ha recuperato. A centrocampo potrebbe esserci una chance per Masini. Davanti vedo favoriti Ekhator e Colombo e poi lotta a tre tra Messias, Vitinha e Malinovskyi per l’altra maglia».
Atalanta e Genoa si sono già affrontate due volte in questa stagione, con due vittorie nerazzurre: era un’Atalanta diversa rispetto a quella di oggi?
«Era un’Atalanta diversa, che con Palladino probabilmente era ancora in cerca di una sua identità, ma che aveva già ritrovato entusiasmo dopo il cambio in panchina. Al Ferraris, il Genoa, pur in 10 contro 11, giocò una grande partita e avrebbe meritato il pareggio. In Coppa Italia, invece, non c’è stata storia, ma in campo c’era un Genoa sperimentale, con tante riserve o giocatori provati in ruoli inediti».
Sia De Rossi che Palladino sono subentrati in corsa: chi pensi abbia inciso maggiormente?
«Credo abbia inciso di più De Rossi perché ha dovuto fare i conti con una situazione molto delicata. C’era il concreto rischio di dover soffrire fino all’ultima giornata per salvarsi e invece il Genoa si è messo al sicuro con un mese e mezzo di anticipo. Però, al di là degli ultimi risultati, credo che Palladino abbia fatto un buon lavoro e i numeri in campionato lo testimoniano».
Ti aspettavi di trovare l’Atalanta in questa posizione di classifica a questo punto della stagione?
«Ho sempre pensato che la prima stagione senza Gasperini sarebbe stata difficilissima, anche se la squadra è forte. Nei miei pronostici collocavo l’Atalanta tra la sesta e la decima posizione, quindi in linea con quanto sta accadendo».
Chi ha più da perdere da questa partita e cosa ha realmente da perdere?
«Ha da perdere più l’Atalanta perché deve comunque difendere fino alla fine il settimo posto, che può valere la Conference League. Anche il Genoa, però, deve chiudere bene il campionato per non macchiare il bellissimo percorso fatto sinora con De Rossi».
Che partita ti aspetti sabato?
«Mi aspetto una partita di grande intensità, con un’Atalanta che proverà a partire subito forte e il Genoa che cercherà di rispondere senza farsi schiacciare troppo. Come ha detto De Rossi, stavolta il Grifone dovrà essere bravo a restare in 11 per tutto il match dopo gli ultimi due precedenti. Atalanta favorita, ma il Genoa può sorprenderla. E credo che ci saranno più gol rispetto alla gara d’andata al Ferraris».
Per il Genoa, Bergamo rappresenta una tappa senza l’ansia del risultato a tutti i costi, ma non per questo priva di significato. Dall’altra parte c’è un’Atalanta chiamata a reagire e a difendere un piazzamento europeo ancora aperto. Secondo Arrichiello, la differenza potrebbe farla proprio l’approccio mentale: la rabbia nerazzurra contro la serenità rossoblù. Una partita che promette intensità, ritmo e spazi, con il Grifone pronto a provarci fino all’ultimo e l’Atalanta obbligata a rispondere presente davanti al proprio pubblico.
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