Tra i primi dieci ristoranti italiani al mondo con il suo «Acquarello» di Monaco di Baviera, lo chef bergamasco Mario Gamba, originario di Almenno San Salvatore e grande tifoso atalantino, osserva da una posizione privilegiata la vigilia della sfida di ritorno degli ottavi di Champions League tra Bayern Monaco e Atalanta. Non solo testimone diretto del clima che si respira in città, lo chef nella serata odierna ospiterà nel suo ristorante la dirigenza del Bayern, mentre domani sarà presente all’Allianz Arena. Uno sguardo interno, quindi, su un ambiente che conosce profondamente e che in questi giorni ha riservato grande attenzione e rispetto alla Dea. Dalla sua Monaco, Gamba racconta a TuttoAtalanta.com le sensazioni della vigilia, il punto di vista tedesco e soprattutto l’immagine lasciata dai tifosi nerazzurri dopo la pesante sconfitta dell’andata.
IL RISPETTO E LA LEZIONE DI SPORTIVITÀ
Mario, ci racconti cosa si diceva a Monaco dopo il 6-1 rifilato all’Atalanta?
«La settimana scorsa su tutti i principali giornali tedeschi si è parlato molto della reazione dei tifosi dell’Atalanta – come riferisce in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –: dopo il 6-1 hanno continuato a incoraggiare la squadra, applaudendo anche gli avversari. Questo ha dato un’immagine diversa di come dovrebbe essere il calcio. Bisogna sempre accettare le sconfitte. Il calcio deve essere pura gioia e pura passione, senza eccessi. Come si esaltano le vittorie, allo stesso modo si devono accettare le sconfitte. C’è stato davvero un grande dibattito sulla correttezza e sull’entusiasmo dei bergamaschi nonostante il risultato. E soprattutto sul rispetto dimostrato verso un avversario fortissimo. Lo stesso Kimmich ha dichiarato che giocare in quell’atmosfera è stato davvero molto bello ed emozionante. Applausi e omaggio ai vincitori: mai vista una cosa del genere».
Ti sei sentito ancora più orgoglioso di essere bergamasco a Monaco?
«Molto. I tifosi hanno dato una dimostrazione di una grande visione sportiva. Resta il fatto che per me, insieme all’Arsenal, il Bayern è candidato a vincere la Champions, sia per continuità di risultati che per intensità di gioco».
L'EMERGENZA PORTIERI E IL CLIMA CITTADINO
Che clima si respira a Monaco?
«I primi tifosi si vedranno domani. Arrivano per lo più il giorno della partita e si possono incontrare spesso in centro città oppure nei quartieri dell’università e nei quartieri latini. L’Atalanta, invece, alloggia in un albergo nel quartiere di Schwabing, il quartiere latino. È in un bellissimo hotel da dove si vede tutta Monaco e in posizione strategica, a pochi passi dalla tangenziale che porta direttamente all’Allianz Arena. In un quarto d’ora, si arriva allo stadio».
Della partita di domani cosa si dice?
«Il Bayern giocherà come sempre per vincere, ma si trova alle prese con l’indisponibilità di tutti e tre i suoi portieri. Cercherà di recuperarne uno per uno spezzone di partita, ma, al momento, l’alternativa sono un ragazzo di 16 anni e poi uno di 19. Il ragazzino scelto per giocare è quello di 16 anni e, secondo le leggi tedesche, gli atleti minorenni, salvo particolari deroghe, non possono giocare oltre una certa ora. È incredibile, ma troveranno una soluzione. Se dovesse giocare uno di questi due ragazzi, avrà comunque a supportarlo tutta la squadra e i veterani. Non per questo i tedeschi saranno meno temibili. La squadra ha esperienza, struttura e tutti sono pronti ad aiutare».
NESSUNO SCONTO IN CAMPO
Insomma non regaleranno nulla?
«No, per niente. Il Bayern ha molto rispetto per l’Atalanta. Anche all’andata, nonostante i primi gol, non hanno fatto sconti. Non hanno mai mollato. Noi eravamo partiti bene, ma dopo i primi due gol siamo crollati e loro hanno iniziato a martellare come sanno sempre fare. Sono rimasti concentratissimi. Del resto conoscono bene l’Atalanta e sanno che hanno già pagato dazio anche squadre importanti».
Tu che partita ti aspetti?
«Un grande pressing da parte del Bayern fin dall’inizio. Sarò allo stadio e spero di assistere a una bella partita. Nel frattempo, stasera avrò ospite a cena nel mio ristorante la dirigenza della squadra tedesca».
Dalla sua Monaco di Baviera, Mario Gamba restituisce molto più di un semplice racconto della vigilia. Lo chef offre lo sguardo di chi vive dall’interno un ambiente internazionale e, allo stesso tempo, osserva con orgoglio le proprie radici. L’immagine lasciata dai tifosi dell’Atalanta dopo la sconfitta ha colpito profondamente anche in Germania, diventando esempio di rispetto e cultura sportiva. Un segnale forte, che va oltre il risultato e che conferma come la Dea, oggi, rappresenti non solo una realtà calcistica di alto livello, ma anche un modello riconosciuto all’estero.
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