Quando Vincenzo Vivarini ha chiesto a gran voce di avere Andrea Oliveri, qualcuno aveva storto il naso: un classe 2003, di proprietà dell’Atalanta U23, reduce da due stagioni di B non esaltanti. Oggi, però, la scommessa del tecnico abruzzese è diventata una delle certezze del campionato. In appena due mesi, Oliveri ha conquistato il Pescara e la Serie B: tre gol, prestazioni convincenti e una crescita continua che lo hanno reso insostituibile.
DA ZINGONIA A PESCARA – Nato calcisticamente nel vivaio dell’Atalanta, Oliveri ha assimilato a Zingonia la cultura del lavoro e della disciplina tattica. Lì era una mezzala offensiva, dotata di buon piede e visione di gioco. Ma la concorrenza feroce di un settore giovanile di eccellenza lo ha portato a reinventarsi: lo staff tecnico lo ha spostato sulla corsia esterna, trasformandolo in un laterale moderno. In Primavera 1 collezionò 31 presenze, 4 gol e 6 assist. Numeri che, a distanza di qualche anno, spiegano perché oggi sia diventato un esterno completo: capace di coprire tutta la fascia, ma anche di incidere sotto porta.
L’UOMO DI VIVARINI – «Volevo tornare a lavorare con un allenatore che mi conosce e sa valorizzarmi», ha detto Oliveri nelle prime settimane a Pescara. Un legame tecnico e umano che si è subito tradotto in rendimento. La doppietta decisiva contro l’Empoli, nella vittoria per 4-0, è stata la svolta: due gol di qualità, una prestazione travolgente e la sensazione di essere finalmente nel posto giusto. In estate Venezia e Spezia avevano manifestato interesse, ma Vivarini non ha mollato la presa e il Pescara, saltati altri obiettivi (Comenencia e Ciervo), ha colto l’occasione.
Il prestito secco con l’Atalanta, inizialmente un compromesso, è diventato un colpo a effetto - scrive e approfondisce IlCentro.it - : Oliveri è cresciuto, il suo valore di mercato è salito e in Abruzzo tutti sanno che trattenere il ragazzo sarà difficile.
IL GOL COME MARCHIO DI FABBRICA – Da promessa a trascinatore: Oliveri è oggi l’elemento più costante del Pescara. Segna come un attaccante, difende come un veterano, interpreta la partita con intelligenza. Tre gol in campionato, già tre volte tanto rispetto alle sue precedenti esperienze tra Catanzaro, Bari e Frosinone, dove aveva messo a referto una sola rete. «Ai nostri tifosi prometto che li faremo divertire», aveva detto a settembre, e ha mantenuto la parola: giocate, cross, assist e un senso del gol che ne ha fatto un’arma tattica fondamentale per Vivarini.
ISPIRAZIONI BRASILIANE –
Quando gli chiedono a chi si ispiri, Oliveri non cita difensori o esterni, ma Ronaldinho e Neymar. Un dettaglio che spiega tanto del suo modo di stare in campo. Da giovane, infatti, giocava più avanzato e il suo istinto offensivo non lo ha mai abbandonato. Oggi, da terzino o esterno a tutta fascia, porta in campo quella stessa leggerezza creativa, quella voglia di inventare.
Sabato, contro la Carrarese, sarà di nuovo titolare, con il compito di spingere e segnare. E mentre Pescara attende il recupero di Olzer e Tsadjout, la squadra si affida al suo “terzino goleador”, un ragazzo che non ha dimenticato cosa significhi divertirsi giocando a calcio.
Il Pescara avrebbe voluto acquistarlo a titolo definitivo già in estate, ma l’Atalanta ha preferito trattenere la proprietà, intuendo le potenzialità di un giocatore in piena evoluzione. Oggi, con la maturità mostrata e la crescita esponenziale, Oliveri è un patrimonio da monitorare con attenzione. Per la Dea, un investimento già rivalutato; per il Pescara, il simbolo di una rinascita che passa da talento, fiducia e continuità. Un percorso che, per il classe 2003 di Bergamo, sembra appena cominciato.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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