Due lampi nel buio per riaccendere la luce alla New Balance Arena. Gianluca Scamacca si conferma il terminale offensivo implacabile di un'Atalanta capace di reagire con veemenza alle difficoltà più impervie. Sotto di due reti contro un'Udinese compatta, l'attaccante capitolino si è caricato l'intero peso dell'attacco sulle spalle, firmando una doppietta fulminea che ha evitato una sconfitta immeritata e rimesso in carreggiata i suoi. Un palo clamoroso, la rabbia agonistica mimata a gesti in mezzo all'area e poi la spietata esecuzione sottomisura: la sua prestazione è l'autentico manifesto della resilienza nerazzurra. Ai microfoni di DAZN, il centravanti analizza a mente fredda il pareggio, svelando gli interessanti retroscena del cambio tattico che lo ha visto affiancato al compagno di reparto e l'incrollabile fiducia nei propri mezzi che lo ha guidato fino all'ultimo respiro. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

In occasione del cambio, per un puro riflesso condizionato, stavi quasi per dirigerti verso la panchina vedendo l'ingresso di Krstovic. Invece il mister ti ha tenuto in campo, passando a un inedito assetto con le due punte pesanti. Come ti sei trovato in questa nuova veste tattica?
«Era effettivamente la primissima volta che ci trovavamo a giocare insieme in partita ufficiale con questo assetto, ma devo dire che mi sono trovato davvero molto bene. In campo ci capiamo al volo, parliamo la stessa lingua calcistica e credo si sia visto chiaramente, considerato che abbiamo creato tantissimo. Rimane un grande rammarico per il risultato finale, perché penso che l'Udinese abbia costruito a malapena una mezza occasione vera, se escludiamo la palla inattiva del calcio d'angolo da cui è nato il gol. Noi, di contro, siamo stati puniti dalla sfortuna: abbiamo colpito un palo clamoroso, il loro portiere ha fatto una parata eccezionale su Nico e abbiamo spinto ininterrottamente. È davvero un peccato non aver portato a casa l'intera posta in palio oggi».

Soffermiamoci proprio su quel legno colpito. Subito dopo l'azione ti abbiamo visto compiere un gesto raro: hai mimato il movimento del calcio, come a voler riavvolgere il nastro di quell'istante. Cosa ti passava per la testa in quel momento di frustrazione? Sentivi che saresti riuscito comunque a trovare la via della rete?
«In quegli istanti ho pensato semplicemente a resettare tutto e a continuare a fare esattamente quello che avevo fatto per l'intero arco della partita: lottare su ogni singolo pallone e non mollare nemmeno un centimetro. Ero intimamente consapevole che le occasioni giuste per fare male alla loro difesa sarebbero arrivate prima o poi, perché stavamo spingendo con grandissima intensità e qualità. La cosa fondamentale, per me, era rimanere concentrato e farmi trovare assolutamente pronto nel momento decisivo per buttarla dentro».

Parole che trasudano la fame e la lucidità di un attaccante implacabile, capace di trasformare la frustrazione di un palo nella pura benzina agonistica necessaria per firmare una doppietta pesantissima. Scamacca è tornato a ruggire in campionato e l'Atalanta sa di potersi aggrappare ai gol del suo gigante per continuare a inseguire traguardi ambiziosi su ogni fronte, in Italia come in Europa.

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Interviste / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 00:00
Autore: Daniele Luongo
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