Un motore inesauribile e un cervello fino al servizio della manovra. La vibrante vittoria del Cagliari porta la firma invisibile ma indelebile di Gianluca Gaetano, autore di una prestazione che certifica una vera e propria maturazione tattica. L'ex talento del Napoli, svestiti i panni del trequartista puro, si è calato con straordinaria efficacia in una cabina di regia moderna e dinamica, abbinando geometrie rapide a un prezioso, oscuro lavoro in fase di interdizione. Al termine del rocambolesco successo per 3-2 contro l'Atalanta, il centrocampista rossoblù ha analizzato a caldo i segreti di una vittoria vitale, svelando ai microfoni della stampa i retroscena di un cambio di ruolo cullato nel tempo e sbocciato definitivamente in terra sarda. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Partiamo da un dato inequivocabile: questa sera ha percorso ben dieci chilometri sul terreno di gioco. La prestazione corale e l'atteggiamento aggressivo che abbiamo ammirato in campo rispecchiano esattamente il piano gara che avevate studiato in settimana?
«Assolutamente sì - riferisce a DAZN - Abbiamo provato e riprovato questi movimenti in allenamento: era esattamente il tipo di gara che dovevamo fare per mettere in difficoltà un avversario di questo calibro, e ritengo che l'abbiamo interpretata nel migliore dei modi. Il primo tempo, in particolare, lo abbiamo giocato alla grande, dominando le dinamiche del campo. C'è sicuramente un po' di rammarico per quei dieci minuti di blackout totale in cui abbiamo concesso troppo, ma la vera forza del nostro gruppo è emersa proprio nella difficoltà: siamo stati lucidi e caparbi nel riprendere in mano l'inerzia del match, trovando l'energie per piazzare la zampata del terzo gol».
La sua prestazione è stata di altissimo livello, abbinando un'inedita tenuta difensiva a una rapidità di pensiero non comune per chi agisce in quella porzione di campo. La sua capacità di verticalizzare a uno o due tocchi fa la differenza. Ritiene che questa evoluzione tattica, arretrando il suo raggio d'azione, sia ormai definitiva e rappresenti il suo ruolo del futuro?
«Innanzitutto vi ringrazio di cuore per i complimenti, fanno sempre molto piacere. Per rispondere alla domanda: sì, penso proprio che questo sarà il mio ruolo definitivo. Era un'idea tattica che avevo in mente da tempo e ne abbiamo discusso in modo molto costruttivo, concordandola insieme al mister. Non è stato un passaggio immediato, soprattutto perché rientravo da un infortunio piuttosto noioso e avevo la fisiologica necessità di ritrovare la condizione atletica ottimale prima di potermi sobbarcare certi compiti. L'esordio ufficiale in questa nuova posizione è avvenuto contro la Juventus, una partita sulla carta tutt'altro che semplice, eppure le risposte sul campo sono state subito eccellenti. Gestire i ritmi della squadra partendo da dietro è sempre stato un mio grande desiderio, quindi guardo al futuro in questa veste con immensa convinzione».
Ci aiuti a comprendere meglio la genesi di questa sua trasformazione. Arretrando di qualche metro, la sua notevole visione di gioco viene esaltata, garantendo alla squadra una fluidità preziosa. Quando è scoccata la scintilla che l'ha spinta a misurarsi definitivamente in mediana, abbandonando la trequarti?
«È una consapevolezza che coltivo da parecchio tempo, direi fin dai miei inizi con la maglia del Napoli. Già in passato alcuni dei miei precedenti allenatori avevano intuito questa mia predisposizione e mi avevano schierato in cabina di regia. Mi ha entusiasmato fin dal primo momento: giocando in quella posizione ti senti costantemente nel vivo dell'azione, diventi il fulcro della manovra e hai l'opportunità di toccare un'infinità di palloni per dettare i tempi. Tuttavia, per affermarsi in un ruolo così delicato e dispendioso, era necessario intraprendere un percorso fisico graduale. Sapevo di dover costruire una struttura muscolare più solida e di dover incrementare in modo esponenziale i miei volumi di corsa. Passo dopo passo, sto mettendo tutti i tasselli al posto giusto. Anche stasera sento di aver fatto dei progressi significativi in fase di non possesso e di filtro, ma rimango con i piedi per terra: sono pienamente consapevole di avere ancora un ampio margine di miglioramento su cui continuare a lavorare duramente».
Parole che profumano di maturità e profonda consapevolezza calcistica. Gianluca Gaetano si gode la sua nuova dimensione, ergendosi a leader tecnico di una formazione capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Grazie alle sue geometrie raffinate e a un inaspettato spirito di sacrificio, il centrocampista sta scrivendo un nuovo, esaltante capitolo della sua carriera, prendendo per mano il centrocampo rossoblù.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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