L'amarezza per il doloroso addio alla Coppa Italia deve trasformarsi immediatamente nell'energia vitale necessaria per blindare la qualificazione continentale. L'Atalanta sbarca in Sardegna con l'assoluta urgenza di rialzare la testa e riprendere a correre, lasciandosi definitivamente alle spalle l'infausta lotteria dei rigori. A suonare la carica e a fare da scudo protettivo alla squadra è l'allenatore Raffaele Palladino, che serra i ranghi del suo spogliatoio ed esige una clamorosa prova di forza e maturità contro il Cagliari per spazzare via un clima giudicato eccessivamente velenoso e disfattista.

L'APPELLO DELL'ALLENATORE E LA DIFESA DEL GRUPPO - Le scorie della delusione in coppa nazionale sono ancora fresche, ma il mister getta acqua sul fuoco e difende a spada tratta l'abnegazione dei suoi ragazzi, rifiutando di farsi travolgere dalle polemiche. «Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzare questa sconfitta, ma i ragazzi sono sempre stati bravi a reagire», ha tuonato il tecnico. C'è una fame feroce di dimostrare che la parentesi amara della New Balance Arena non ha scalfito le certezze del gruppo: «Serve un segnale robusto a Cagliari perché per noi è importante e abbiamo sempre dimostrato di sapere reagire». Un messaggio forte e chiaro per ricompattare l'ambiente in vista di un insidioso rush finale in cui i passi falsi non sono più ammessi.

I NUMERI DEL RILANCIO E IL PESO DEGLI EPISODI - A chi fa suonare prematuramente i campanelli d'allarme dipingendo scenari apocalittici, la guida tecnica risponde snocciolando la concretezza nuda e cruda delle statistiche. – come riferisce La Gazzetta dello Sport Palladino non accetta i processi mediatici sommari e contrattacca: «Secondo me c’è troppa negatività: come punti in classifica da quando sono arrivato l'Atalanta è quinta in campionato: venivamo da una situazione difficile dalla quale siamo riusciti a risollevarci». L'analisi si estende poi alle recenti e massacranti sfide incrociate: «Non posso recriminare nulla sul profilo delle prestazioni tra Roma, Juve e Lazio. Bisogna portare degli episodi dalla nostra parte: mercoledì ce ne sono stati alcuni che ci hanno condannato».

L'EMERGENZA CORSIA E IL RITORNO DEL MURO NORDICO - La missione isolana impone inevitabili valutazioni mediche e fa registrare una pesantissima e dolorosa defezione. Per Lorenzo Bernasconi, purtroppo, i recenti traumi articolari equivalgono a un verdetto inappellabile: la sua stagione è matematicamente conclusa. Un vuoto difficile da colmare sull'out mancino, parzialmente bilanciato dal rientro a pieni regimi del roccioso centrale svedese Isak Hien, pronto a riprendere il comando delle operazioni nel cuore della retroguardia. A sostenere la truppa orobica in questa spigolosa trasferta non mancherà il consueto e commovente calore del popolo bergamasco: saranno ben trecentosessantadue i cuori nerazzurri presenti sugli spalti isolani per spingere l'undici lombardo verso un successo vitale.

La parola passa ora all'insindacabile verdetto del rettangolo verde. Oltre alle recriminazioni e ai calcoli tattici, alla Dea servirà una prestazione feroce e cinica per azzittire i critici e dimostrare di avere ancora benzina a sufficienza per tagliare il traguardo europeo.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Lun 27 aprile 2026 alle 16:24
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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