Il rumore assordante dell'eliminazione in coppa rimbomba ancora nei corridoi di Zingonia, ma per l'Atalanta non è più tempo di leccarsi le ferite. Alla vigilia di un crocevia vitale per le ambizioni continentali della squadra allenata da Raffaele Palladino, la nostra giornalista Claudia Esposito ha tracciato una lucidissima e spietata analisi ai microfoni della stampa sarda ai colleghi del network di TMW, TuttoCagliari.net, radiografando l'anima ferita ma tremendamente battagliera di un gruppo chiamato all'immediato riscatto. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Qual è il reale stato d'animo dello spogliatoio nerazzurro dopo la cocente e discussa eliminazione in Coppa Italia?
«È francamente complesso definire con esattezza il morale della squadra in questo preciso momento. Al termine della burrascosa sfida contro la Lazio, un match in cui la compagine orobica avrebbe meritato ben altra sorte, ha scelto di parlare esclusivamente il Direttore Generale, Luca Percassi. Questo silenzio tecnico è sintomatico: parliamo di una sconfitta che ha lasciato scorie profonde e ha fatto malissimo. I giocatori, lo staff e l'intero ambiente puntavano con estrema convinzione sulla coppa. Lo abbiamo percepito dall'entusiasmo dei tifosi, accorsi in ottomila durante l'allenamento a porte aperte e protagonisti di una scorta emozionante il giorno della gara. Proprio per onorare questa passione viscerale, mi aspetto un gruppo che in queste ultime battute stagionali scenda in campo per dare letteralmente il mille per mille, trasformando la delusione in feroce determinazione».
Alla luce degli ultimi risultati e di una classifica quanto mai incerta, la rincorsa a un piazzamento europeo è ancora un traguardo tecnicamente raggiungibile?
«Assolutamente sì, sebbene la recente qualificazione della Lazio alla finale abbia oggettivamente complicato i calcoli e reso il percorso più impervio. A mio modesto avviso, la squadra ha lasciato per strada troppi punti preziosi durante il cammino, specialmente nei delicati incroci contro Juventus e Roma. Ora non c'è più spazio per le distrazioni: bisogna scendere in campo esclusivamente per vincere e, parallelamente, sperare in qualche passo falso delle dirette concorrenti. Le ultime giornate di campionato, tuttavia, hanno ampiamente dimostrato che tutto è possibile: formazioni di vertice come il Napoli, il Milan e lo stesso Como hanno inaspettatamente perso terreno. L'Europa è ampiamente alla portata, ma adesso l'imperativo categorico è focalizzarsi sui tre punti gara dopo gara, senza fare troppi calcoli. A partire da lunedì, non sono concessi ulteriori scivoloni».
Con quale prospettiva deve essere inquadrata e affrontata l'imminente sfida di campionato contro il Cagliari?
«Va considerata, senza mezzi termini, come la prima di cinque finali assolute. È una partita che deve essere vinta a ogni costo. Non è più il momento di accontentarsi del punticino o di speculare sul risultato: occorre conquistare l'intera posta in palio per riattivare prepotentemente la corsa verso i piazzamenti europei. Purtroppo, la squadra si trova costretta a inseguire affannosamente in questo rovente finale di stagione proprio a causa di un avvio di campionato disastroso, le cui conseguenze pesano ancora sulla classifica».
Dal punto di vista prettamente tattico e motivazionale, quali sono le principali insidie che il Cagliari dovrà temere dai nerazzurri e, di contro, a cosa dovranno prestare massima attenzione i ragazzi di mister Palladino?
«Il Cagliari dovrà temere praticamente tutto. Oltre all'indiscutibile tasso tecnico superiore, i sardi dovranno fare i conti con una fame di riscatto sportivo senza eguali: gli ospiti scenderanno in campo con la necessità fisiologica di archiviare al più presto l'amarezza della coppa. Le qualità dei singoli sono sotto gli occhi di tutti, ma credo che alcuni giocatori sentiranno maggiormente il peso della responsabilità. Penso in primis al capitano, Marten de Roon: sono convinta che si caricherà l'intera squadra sulle spalle guidandola con il suo immenso carisma. Sul fronte offensivo, l'uomo chiave resta De Ketelaere, capace di infiammare la manovra in qualsiasi istante con il suo talento puro, senza dimenticare la fisicità di Krstovic, che, sia dall'inizio che a gara in corso, rappresenta sempre una minaccia letale. Dall'altra parte, però, gli orobici dovranno guardarsi dalla fame disperata di punti dei rossoblù. Mi ha colpito profondamente l'abbraccio tra Esposito e Pisacane dopo il gol contro la Cremonese: è l'emblema di un gruppo unito e compatto. Personalmente, io e i miei figli stravediamo proprio per Sebastiano Esposito: un talento cristallino, tecnicamente eccezionale e dotato di un encomiabile spirito di sacrificio. Infine, richiamando la classica "legge dell'ex", presterei massima attenzione alle sortite di Marco Palestra, che considero attualmente uno dei migliori esterni in circolazione».
Che tipo di copione tattico prevede per l'incontro e quale sarà, a suo avviso, la chiave di volta del match?
«Mi aspetto una battaglia sportiva vera, una gara dal risultato tutt'altro che scontato. Non sarà assolutamente una passeggiata di salute, anche se immagino una partenza a spron battuto da parte degli ospiti, che cercheranno di essere subito aggressivi e vogliosi di indirizzare l'inerzia della sfida. Il talento a disposizione di Palladino è nettamente superiore rispetto a quello del Cagliari, ma il talento da solo non basta per vincere le partite sporche: la vera discriminante sarà l'atteggiamento. Bisognerà vedere se la squadra avrà più fame, più cattiveria agonistica e più voglia di vincere rispetto a un avversario che si gioca letteralmente la vita in questo campionato».
Un concentrato di lucidità e pragmatismo che non lascia spazio ad alibi di sorta. L'analisi di Claudia Esposito traccia una rotta inequivocabile per una squadra chiamata all'ennesima prova di maturità: trasformare la frustrazione in energia pura per conquistare un posto al sole in Europa, affidandosi al talento dei suoi campioni e al cuore pulsante del suo immenso capitano.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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