L'eco delle polemiche e l'indignazione per un epilogo dal sapore amarissimo faticano fisiologicamente a placarsi. A guidare il moto di ribellione dell'intero ambiente nerazzurro è l'amministratore delegato Luca Percassi, protagonista di un durissimo e lucido sfogo istituzionale al termine della beffarda semifinale di Coppa Italia. Un'uscita a testa alta, nel cuore della notte, per denunciare a gran voce un torto che brucia profondamente sulla pelle, con l'obiettivo imperativo di incanalare questa feroce frustrazione in energia pura per non vanificare l'imminente e cruciale trasferta in terra sarda.

IL DISASTRO TECNOLOGICO E LA DOPPIA BEFFA - – come analizza La Gazzetta dello Sport – le ferme dichiarazioni del massimo dirigente spazzano via ogni filone diplomatico di fronte all'inspiegabile e cervellotico annullamento del gol di Ederson. Il direttore di gara Andrea Colombo aveva infatti regolarmente convalidato la marcatura, per poi essere incomprensibilmente smentito dall'intervento dei colleghi al monitor Rosario Abisso e Fabio Maresca. «Il rammarico è enorme, a tratti incalcolabile. Quando il Var impiega minuti interi per poi assecondare una decisione sbagliata, ti resta l'amaro in bocca», ha tuonato il ceo, incapace di giustificare un simile abbaglio nell'era della massima precisione digitale. Il dito è fermamente puntato su un duplice, colossale errore sfuggito nella medesima azione: l'inesistente carica sul portiere Edoardo Motta, nettamente anticipato dall'irruenza pulita di Nikola Krstovic, e la solare irregolarità col braccio largo commessa da Mario Gila, inequivocabilmente punibile con il calcio di rigore.

I FANTASMI DELL'OLIMPICO E IL PATTO DI DE ROON - Un cortocircuito arbitrale che ha drammaticamente riaperto le mai sopite ferite della finale del 2019, quando sempre contro la compagine laziale venne clamorosamente ignorato un netto fallo di mano in area di Bastos. Oggi, tuttavia, la piazza non ha il lusso di potersi piangere addosso. Il settimo posto in Serie A impone di marciare a ritmi serratissimi per garantirsi il passaporto continentale, sperando parallelamente in un successo finale dell'Inter nella coppa nazionale. A lanciare il perentorio grido di battaglia dall'interno dello spogliatoio ci ha pensato il capitano Marten de Roon: «Fa male uscire così, ma abbiamo il dovere di voltare pagina. Dopo una buona prestazione come ieri, abbiamo l'obbligo di affrontare questo finale di stagione con la massima ambizione. Voglio ringraziare voi tifosi, meritavate un esito diverso».

LA CURA PALLADINO PER RISOLLEVARE LA SQUADRA - Per consentire al gruppo di assorbire l'urto emotivo, il tecnico Raffaele Palladino ha saggiamente optato per ventiquattro ore di stacco totale, ma da questa mattina a Zingonia è ufficialmente scattata l'operazione Cagliari. L'allenatore campano, già ampiamente dimostratosi un maestro nella gestione delle dinamiche psicologiche, è chiamato a replicare l'impresa motivazionale compiuta a novembre, quando rilevò il timone da Ivan Juric ereditando una rosa spenta nell'animo prima ancora che nelle gambe. Rinfocolare l'anima battagliera della squadra sarà lo snodo cruciale per domare una formazione isolana disperatamente a caccia di punti salvezza.

Il gravissimo torto subìto non si trasformerà in un alibi di comodo, ma nel carburante perfetto per scatenare un finale di stagione da protagonisti assoluti e colorare nuovamente d'Europa il cielo sopra la New Balance Arena.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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