Il terremoto giudiziario che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano si arricchisce di dettagli sempre più cupi e sconcertanti. Al centro dello scandalo legato ai festini a luci rosse restano E.B. e D. R., i due massimi dirigenti della Ma.De Milano, che avrebbero architettato un sistema spietato per assecondare i capricci di oltre sessantacinque tesserati di Serie A, trasformando la movida in un vero e proprio mercato del sesso a pagamento orchestrato nei minimi dettagli.

IL MENU DEL VIZIO E LE SCELTE A CATALOGO - Il modus operandi dell'organizzazione non lasciava nulla al caso, basandosi su un livello di personalizzazione quasi maniacale a favore dei clienti vip. I collaboratori della coppia ricevevano le direttive e pianificavano minuziosamente la serata degli sportivi, a partire dal ristorante fino al tavolo in discoteca e al privè in hotel. L'aspetto più torbido riguardava però la selezione delle ragazze: i facoltosi atleti, tra cui figurano tesserati di club blasonati come Juventus, Milan, Inter, Lazio, Torino, Monza, Verona e Como, potevano letteralmente sfogliare una sorta di catalogo virtuale composto da foto e profili Instagram per scegliere le proprie accompagnatrici. È opportuno e doveroso ribadire che nessuno di questi professionisti risulta attualmente indagato, non costituendo reato il consumo di prostituzione tra adulti consenzienti.

IL DRAMMA DELLE RAGAZZE E LE BUSTE PAGA - L'altro volto di questo desolante scenario è rappresentato dalle oltre cento giovanissime finite nella rete del sodalizio. – come rivela l'inchiesta curata da Lorenzo Cascini per La Gazzetta dello Sport le numerose deposizioni in Procura hanno confermato il cinico sistema di retribuzione e sfruttamento. Tra escort professioniste e semplici studentesse in cerca di soldi facili per acquistare abiti firmati, il compenso per le ragazze immagine veniva elargito attraverso umilianti buste di contanti che oscillavano tra i settanta e i cento euro a serata, a seconda dell'alloggio fornito a Cinisello Balsamo e dei servizi prestati ai tavoli. Un obolo misero se paragonato alle migliaia di euro sborsate dai calciatori, con la dirigenza dell'agenzia che tratteneva sistematicamente ben oltre il cinquanta percento degli incassi totali.

I SEGRETI NEGLI SMARTPHONE E LA CACCIA AL MILIONE - Mentre le testimonianze continuano a delineare e blindare l'impianto accusatorio, gli inquirenti stanno passando al setaccio la memoria digitale dell'organizzazione. Nelle ultime ore è stata completata la complessa copia forense dei dispositivi cellulari sequestrati, un accertamento tecnico irripetibile eseguito alla presenza dei consulenti di una decina di indagati. L'obiettivo primario della Guardia di Finanza è ora quello di tracciare l'imponente tesoretto illecito svanito nel nulla: si stima che circa un milione e duecentomila euro siano stati sapientemente occultati. Le prime verifiche telematiche su alcuni conti correnti in Lituania hanno però dato esito negativo, scatenando la caccia a ulteriori canali di riciclaggio sommersi.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture