L'amaro epilogo vissuto in Coppa Italia ha lasciato in dote scorie ben più profonde della semplice eliminazione, proiettando l'Atalanta e il tecnico Raffaele Palladino in uno scenario di classifica denso di insidie. La corsa verso un piazzamento europeo si è improvvisamente trasformata in un intricato campo minato, dove le ultime cinque giornate di campionato rappresenteranno una vera e propria battaglia all'ultimo respiro per non veder sfumare i palcoscenici continentali.
L'EFFETTO DOMINO E LA MINACCIA BIANCOCELESTE - Il paradosso del tabellone nazionale ha generato una duplice, pesantissima conseguenza. La caduta dei lombardi non solo ha frantumato il sogno di sollevare il trofeo (che avrebbe garantito l'accesso diretto all'Europa League), ma ha paradossalmente rinforzato la variabile più pericolosa: la Lazio. La formazione romana, attualmente nona e matematicamente fuori dalle prime sei posizioni, in caso di trionfo il prossimo 13 maggio contro l'Inter ruberebbe di fatto uno slot europeo. Una simile eventualità declasserebbe la sesta classificata in Conference League, spingendo la settima piazza inesorabilmente fuori da tutto. Poiché i bergamaschi occupano al momento proprio la settima posizione, senza un colpo di reni in graduatoria si ritroverebbero clamorosamente a tifare per il successo della corazzata milanese pur di conservare un posto al sole.
LA VOLATA SUL FILO DEL RASOIO E I TIE-BREAKER - L'imperativo assoluto è dunque recuperare almeno una posizione, scalando un dislivello di quattro punti che attualmente separa la squadra da Roma e Como. – come analizza minuziosamente L'Eco di Bergamo – l'impresa si preannuncia complessa vista l'assenza di scontri diretti a disposizione, un dettaglio che accresce i rimpianti per non aver osato di più nel recente blitz in casa giallorossa. I calcoli matematici presentano inoltre sfaccettature insidiose: agguantare i lariani equivale a dover recuperare virtualmente cinque lunghezze, vista la disastrosa forbice nella differenza reti generale (+29 contro +16) a parità di scontri diretti. Nettamente più agevole il confronto con i capitolini, contro i quali la Dea vanta un netto vantaggio negli incroci. Un eventuale, seppur remoto, arrivo a tre premierebbe senza appello i lombardi grazie ai sei punti racimolati nella classifica avulsa.
I CALENDARI E LE INCOGNITE DELLE RIVALI - La stanchezza di fine stagione sta fisiologicamente frenando la marcia di tutte le pretendenti, abbassando le medie punti. Il Como di un ispirato Nico Paz non assapora la gioia dei tre punti da un mese esatto, ma può contare su un calendario sulla carta morbidissimo contro avversari ormai privi di obiettivi (Genoa, Napoli, un Verona probabilmente già condannato e un Parma sereno). Discorso diametralmente opposto per la Roma: l'ambiente giallorosso è attraversato da forti tensioni interne legate alla gestione di Gian Piero Gasperini e sembra aggrapparsi quasi esclusivamente ai guizzi di Donyell Malen. Il decisivo snodo del weekend vedrà la Dea di scena a Cagliari, mentre i capitolini dovranno affrontare la durissima trasferta di Bologna prima di tuffarsi nell'incognita del derby.
IL PERICOLO EMILIANO E LA RICETTA FINALE - Nel gioco degli specchi non va assolutamente trascurato chi insegue. Salvaguardare quantomeno il settimo posto è vitale. Il Bologna, distante sei lunghezze, resta una variabile da monitorare con la massima allerta, soprattutto in vista dello scontro diretto in programma il 17 maggio, subito dopo la finale di Coppa. Forte del 2-0 maturato all'andata, la compagine orobica potrà permettersi di gestire il vantaggio tecnico, ma l'atteggiamento non dovrà mai essere speculativo. L'unica ricetta valida per sventare la beffa e far tornare a splendere le notti magiche della New Balance Arena è gettare il cuore oltre l'ostacolo: vincere sempre, senza fare più calcoli.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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