La disamina arbitrale negli studi di Sport Mediaset si è concentrata subito sui tocchi di mano in area di rigore, partendo dall'episodio che ha coinvolto il difensore biancoceleste Gila. Le immagini mostrano un tocco con il braccio declassato ad "autogiocata" dal direttore di gara Colombo. Una lettura che ha diviso gli opinionisti in studio: «L'attitudine del difensore di Gila, secondo me, è un po' maliziosa, perché se io tolgo la gamba di Gila, probabilmente la palla colpisce sempre il braccio e sarebbe stato punibile al 100%». C'è chi si è esposto in modo netto affermando che si trattasse di calcio di rigore, ma alla fine è stata evidenziata la scelta dell'arbitro di considerare il tocco preliminare come un'esimente totale.

IL GIALLO DEL POSSESSO PALLA E I TEMPI DEL VAR - Il dibattito si è poi infiammato sull'episodio del gol, dove il focus era stabilire se il portiere avesse o meno il pieno controllo della sfera (è sufficiente che una mano tenga fermo il pallone) prima del tocco di rapina dell'attaccante. Un episodio al limite, che ha richiesto tempi biblici per la revisione al monitor: «Ci mette cinque minuti il VAR a mandare, non a decidere, ma a mandare l'arbitro a decidere», hanno sottolineato in studio, tra cui Massimo Mauro. La mancanza di un'inquadratura inequivocabile ha reso impossibile smentire la decisione presa in tempo reale: «Cosa succede? Che se non c'è un'immagine chiara che smentisce quello che è stato fischiato dall'arbitro, rimane la decisione». Un'azione caotica, su cui è stato peraltro elogiato l'atteggiamento leale dell'estremo difensore Motta: «La cosa meravigliosa è che questo ragazzo non simula niente, di solito in questi casi il portiere sta a terra».

L'EPISODIO SCALVINI E L'UNIFORMITÀ DI GIUDIZIO - La chiosa finale della moviola ha riguardato da vicino l'Atalanta, analizzando un corpo a corpo tra Giorgio Scalvini e Noslin su una pericolosa ripartenza. Anche in questo frangente si è verificato un tocco di braccio del difensore nerazzurro, ma il metro di giudizio di Colombo è rimasto coerente con quanto deciso in precedenza per la Lazio. «Scalvini prende, tocca la palla con il piede, voleva sicuramente fare un altro tipo di giocata, ma quella è considerata un'autogiocata», hanno spiegato da Mediaset. Nonostante il braccio fosse in quel momento fuori sagoma, la deviazione preliminare con il piede ha salvato il centrale orobico dal penalty. La conclusione in studio promuove la coerenza della direzione di gara: «È stato utilizzato lo stesso metodo di giudizio. Anche qui non c'è certezza della pena».

ATALANTA-LAZIO 2-3 d.c.r (p.t. 0-0; s.t. 1-1 | andata 2-2)
84' Romagnoli (L), 86' Pasalic (A)
Sequenza rigori Raspadori (A) gol, Nuno Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) gol, Pasalic (A) parato, Taylor (L) gol, De Ketelaere (A) parato.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 00:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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