Il calcio di provincia conserva gelosamente la sua anima più romantica, capace di sfornare imprese sportive inenarrabili e di intrecciarsi con il destino dei grandi campioni. La clamorosa e meritatissima promozione in Serie C della Folgore Caratese del patron Michele Criscitiello non rappresenta soltanto un trionfo agonistico di assoluto spessore, ma evoca un legame di sangue indissolubile con un pezzo di storia del nostro pallone: Moreno Torricelli. L'ex icona della Juventus, avvistato più volte sugli spalti brianzoli a fare il tifo durante questa trionfale annata, è il testimonial perfetto di quanto le favole possano diventare una solida realtà.

IL CAPOLAVORO NEL GIRONE DI FERRO - Il salto di categoria conquistato dai lombardi assume contorni a dir poco epici, specie se si analizza il livello spaventoso della concorrenza. Nel Girone B di Serie D, la matricola brianzola ha letteralmente ammutolito corazzate costruite con budget faraonici, costringendo alla resa formazioni del calibro del Chievo Verona e del tanto sbandierato Milan Futuro. Un successo figlio della spietata programmazione e del sudore, un inno alla meritocrazia che scalda il cuore degli appassionati più viscerali.

IL TRIPLO SALTO E LA FOLGORAZIONE DEL TRAP - L'affetto dell'ex difensore per questi colori affonda le radici in un passato lontano ma incancellabile. L'incredibile romanzo calcistico del terzino toscano ebbe inizio proprio nell'allora Folgore Verano, passando dalle giovanili fino alla prima squadra. L'approdo alla Caratese nell'estate del novanta preparò il terreno per la svolta che cambiò per sempre la sua esistenza. Durante un provino nel millenovecentonovantadue, l'allora leggendario tecnico bianconero Giovanni Trapattoni rimase stregato dalla sua straripante fisicità e dalla sua garra, regalandogli un triplo salto carpiato dai dilettanti all'Olimpo della Serie A.

L'ESORDIO CON L'ATALANTA E LA GLORIA EUROPEA - Il destino, spesso abile sceneggiatore, volle che il debutto assoluto nel massimo campionato avvenisse il tredici settembre millenovecentonovantadue proprio contro quell'Atalanta che oggi, sotto la saggia e ambiziosa guida di Raffaele Palladino, è capace di far tremare le superpotenze continentali. Da quell'incrocio nerazzurro la carriera del laterale spiccò il volo: tre Scudetti, due Coppe Italia, una Champions League, la Coppa Intercontinentale e la Coppa UEFA. Un bottino sterminato per chi, partito dai campi polverosi della Brianza, ha dimostrato al mondo intero come i talenti scovati in provincia siano il vero e inestimabile tesoro da salvaguardare per il futuro del movimento calcistico italiano.

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Sezione: Serie C / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 19:36
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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