Il percorso di ricostruzione della Nazionale italiana muove i suoi primi, delicati passi verso le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. A guidare questa complessa fase di transizione, in attesa di definire il nuovo corso tecnico, ci sarà il commissario tecnico ad interim Silvio Baldini, ma la vera e inaspettata scossa emotiva all'intero ambiente azzurro l'ha impressa il leader indiscusso dello spogliatoio: Gianluigi Donnarumma. Una mossa da vero trascinatore che traccia la rotta per i tanti talenti pronti a sbocciare, compreso chi ha già fatto innamorare la piazza bergamasca.

LA TELEFONATA DEL LEADER E IL SENSO DI APPARTENENZA - Mentre l'Italia del calcio si prepara tristemente ad assistere ai Mondiali dal divano, i vertici federali riflettono sul futuro selezionatore, sondando profili di altissimo spessore come Antonio Conte o Massimiliano Allegri. In questo clima di profonda incertezza, l'estremo difensore campano avrebbe potuto legittimamente godersi un periodo di riposo, seguendo l'esempio di tanti senatori del gruppo come Alessandro Bastoni, Sandro Tonali, Moise Kean o Manuel Locatelli. Invece, alzando la cornetta, ha spiazzato il mister: «Mister, io ci sono, se serve una mano». Un gesto di enorme spessore morale che ricorda i suoi fulminei esordi con Gian Piero Ventura e i successivi mesi di apprendistato sotto la guida di Gigi Di Biagio, fondamentali per gettare le basi del ciclo trionfale poi firmato da Roberto Mancini.

L'INNESTO DEL GIOIELLO OROBICO E IL BLOCCO UNDER 21 - L'idea dell'allenatore carrarese è lucida e coraggiosa: trapiantare l'intera intelaiatura dell'Under 21 nella nazionale maggiore per seminare esperienza in vista del futuro. In questa nidiata di talenti brilla inevitabilmente la stella di Marco Palestra. Il laterale di spinta nerazzurro, in prestito a Cagliari, si candida a un ruolo di primissimo piano. – come analizza La Gazzetta dello Sport – l'esterno rappresenta uno dei più grandi rimpianti della recente e deludente spedizione in Bosnia, e insieme a prospetti del calibro di Francesco Pio Esposito e Niccolò Pisilli costituisce l'ossatura nevralgica di un gruppo forgiato in passato anche dalla grinta di Gennaro Gattuso.

REGOLE SPARTANE E IL NUOVO SCACCHIERE TATTICO - Dal punto di vista del rettangolo verde, l'ipotesi più accreditata ruota attorno a un dinamico 4-3-3, dove l'energia inesauribile dei giovani debuttanti si mescolerà all'esperienza del capitano tra i pali. A colpire l'opinione pubblica, però, è soprattutto la gestione marziale che verrà imposta fin dal primo giorno di ritiro. Niente stanze singole per nessuno: si dormirà in camera doppia, o addirittura tripla per gli estremi difensori. Verranno stilati orari rigidissimi per i pasti e per il controllo del peso. Ma la vera, grande rivoluzione culturale riguarderà la tecnologia: sarà categoricamente vietato l'uso degli smartphone. Una linea intransigente, marchio di fabbrica delle gestioni di Baldini, studiata appositamente per cementare le relazioni umane, isolare il gruppo dalle distrazioni e ritrovare quello spirito di sacrificio collettivo indispensabile per tornare a sognare in grande.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Italia / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture