L'Inter di Cristian Chivu non muore mai e, al termine di una notte dai contorni epici, stacca il pass per la finalissima di Coppa Italia. Sotto di due reti e a un passo dal baratro contro una compagine lariana spavalda e feroce, la capolista trova le energie nervose per capovolgere il tabellino e far esplodere San Siro, in attesa di scoprire se a contenderle l'ambito trofeo sarà la Lazio o l'Atalanta del tecnico Raffaele Palladino.
L'APPROCCIO FEROCE E IL SOGNO LARIANO - La prima frazione di gioco si trasforma rapidamente in un incubo per i padroni di casa. La formazione guidata da Cesc Fabregas scende in campo con l'audacia sfrontata delle grandi serate, mettendo subito alle corde i favoriti e colpendo un clamoroso legno con Marc-Oliver Kempf. L'undici nerazzurro appare insolitamente contratto e impreciso, prestando il fianco alle folate offensive degli ospiti. Il meritato vantaggio comasco si materializza quando Ignace Van der Brempt stravince un duello rusticano con Federico Dimarco sulla corsia esterna, apparecchiando la tavola per Martin Baturina, glaciale nel trafiggere Josep Martinez. I biancoblù sfiorano persino l'immediato raddoppio con una pericolosa girata aerea di Tasos Douvikas, mandando i padroni di casa negli spogliatoi in totale balia dell'avversario.
LO CHOC DELLA RIPRESA E L'ORGOGLIO DEL BISCIONE - Il rientro sul prato verde sembra scrivere inesorabilmente i titoli di coda per le ambizioni meneghine. Dopo appena tre giri di orologio, un sanguinoso errore in impostazione di Piotr Zielinski innesca una transizione letale: Nico Paz inventa la traccia per Lucas Da Cunha, che entra in area, apre il mancino e fulmina nuovamente il portiere spagnolo. Sullo zero a due, qualsiasi squadra sarebbe crollata sotto il peso della pressione, ma è proprio sull'orlo del precipizio che l'orgoglio dei campioni si infiamma. Inizia un vero e proprio assedio a testa bassa, alimentato dalla voglia di riscatto dello stesso polacco e dalle infallibili geometrie di Hakan Calhanoglu.
LA DOPPIETTA DEL TURCO E LA MAGIA FINALE - La miccia che fa saltare in aria la Scala del Calcio viene innescata dall'ingresso provvidenziale di Luka Sucic. Il centrocampista apparecchia con infinita raffinatezza per il turco, che dal limite dell'area non perdona e riapre prepotentemente i giochi. Il Como ha un disperato sussulto e la clamorosa palla match con Assane Diao, ma l'estremo difensore interista compie un intervento miracoloso che sbarra la strada sul più bello e tiene in vita i suoi. È il momento esatto in cui l'inerzia psicologica si capovolge definitivamente: il tandem croato-turco confeziona il meritato pareggio con un'altra invenzione del numero venti ex Milan, prima di suggellare l'apoteosi totale. Proprio Sucic si traveste da eroe assoluto della serata, disegnando un tiro a giro di abbacinante bellezza che completa una rimonta sensazionale. Gli ospiti finiscono amaramente al tappeto, mentre l'undici di Chivu vola a Roma, pregustando un affascinante incrocio contro una Dea che si prepara ad infiammare le tribune della New Balance Arena per raggiungere l'ultimo, glorioso atto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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