Festini vip e fiumi di denaro, la movida malata di Milano travolge i campioni di Serie A. Il mondo dorato del pallone nostrano trema di fronte all'ennesima, violentissima bufera mediatica. Lo scandalo a luci rosse legato ai festini milanesi si allarga a macchia d'olio, arrivando a coinvolgere la bellezza di settanta calciatori professionisti che militano nel nostro campionato. Una voragine etica e comportamentale che accende i riflettori sulle notti brave della Serie A, svelando un meccanismo perverso e ramificato, fatto di lusso sfrenato, ragazze immagine e l'inquietante utilizzo della "droga della risata" per eludere agilmente i controlli antidoping in hotel a cinque stelle.

I NUMERI DELLA VERGOGNA E LE BIG COINVOLTE - Le dimensioni del fenomeno assunto dal sodalizio criminale sono a dir poco sbalorditive. Nella fittissima ragnatela tessuta dall'agenzia di eventi "Ma. De Milano", operativa da Cinisello Balsamo, sono finiti atleti di primissima fascia appartenenti a società blasonate come Inter, Milan, Juventus, Torino, Sassuolo e Verona. – come rivela l'inchiesta curata dal giornalista Lorenzo Cascini per Gazzetta.it – il giro d'affari illecito ammonterebbe a circa 1,2 milioni di euro. Di questa cifra astronomica, oltre centonovantaquattromila euro sarebbero stati versati direttamente dai tesserati tramite bonifici bancari, destinati a saldare conti salatissimi per cene esclusive, prestazioni sessuali e dosi massicce di palloncini gonfiati con il gas esilarante.

IL MISTERO DEGLI OMISSIS E LE INTERCETTAZIONI SHOCK - Nonostante la vastità e la caratura della clientela vip, le carte dell'ordinanza mantengono il più stretto riserbo sulle identità dei diretti interessati, i cui nomi sono stati scrupolosamente secretati e coperti da omissis. La motivazione giuridica alla base di questa scelta è limpida: nessuno dei professionisti tirati in ballo risulta attualmente indagato, in quanto l'aver pagato per incontri a luci rosse non costituisce reato. Il danno d'immagine per il sistema resta tuttavia devastante. Dalle intercettazioni emergono richieste inequivocabili che fotografano la spregiudicatezza degli atleti: «Siamo al Duca, al Me Milan, ci servono palloncini. Sono con…», si legge nelle carte degli inquirenti, a testimonianza di festini senza fine consumati all'ombra della Madonnina e nei privè del Pineta.

Il sipario su questa misera rappresentazione della bella vita milanese si sta inesorabilmente chiudendo, lasciando dietro di sé soltanto le macerie morali di un mondo che, troppo spesso, dimentica di dover essere un esempio positivo per milioni di appassionati.

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Sezione: Altre news / Data: Mar 21 aprile 2026 alle 23:22
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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