Il finale di stagione si infiamma e la corsa all'ultimo slot continentale promette di regalare scintille fino all'ultima giornata. A suonare la carica in casa rossoblù, scacciando le tossine delle recenti e dolorose delusioni tra coppe e campionato, è Torbjørn Heggem. Il roccioso difensore norvegese ha deciso di rompere il silenzio, tracciando un bilancio a tinte chiaroscure dell'annata della sua squadra ma, soprattutto, lanciando un inequivocabile e audace guanto di sfida all'Atalanta per la conquista del settimo posto in classifica.
IL SOGNO EUROPEO E L'AMAREZZA INGLESE - Le doppie sberle incassate contro l'Aston Villa in campo internazionale e la Juventus in Serie A hanno innegabilmente lasciato il segno nell'umore dello spogliatoio emiliano. – come riferisce zerocinquantuno.it – il centrale scandinavo non nasconde il rammarico per come si è interrotto il cammino europeo: «L'Europa League rappresentava il nostro traguardo primario, specialmente dopo l'uscita prematura dalla Coppa Italia e le immense difficoltà nel raggiungere i piazzamenti altissimi in campionato. Cedere il passo a una grande squadra può capitare, ma la delusione è feroce, in particolar modo se ripenso alla gara d'andata. Purtroppo non siamo stati in grado di rialzare subito la testa contro i bianconeri, ma in queste ultime cinque giornate ci giochiamo una fetta di storia e non abbiamo alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. Vogliamo costruire un finale degno per il presente e per il nostro futuro».
IL MIRINO SULLA DEA E LA BATTAGLIA DI BERGAMO - La graduatoria impone una rincorsa disperata, eppure le motivazioni in terra felsinea restano marmoree. Nel mirino c'è la truppa magistralmente guidata da Raffaele Palladino, che attualmente difende un prezioso margine di sei lunghezze sui diretti inseguitori. La parola resa non è contemplata, e Heggem proietta già la mente verso il faccia a faccia decisivo in programma sul magico prato della New Balance Arena: «Se crediamo ancora all'aggancio? Assolutamente sì. Sappiamo che la distanza dall'Atalanta è di sei punti, ma abbiamo un jolly fondamentale come lo scontro diretto, pur dovendolo affrontare in trasferta. Le dinamiche del nostro sport insegnano che talvolta sono sufficienti due o tre vittorie consecutive per stravolgere scenari che sembravano già scritti. Procederemo affrontando un impegno alla volta e vedremo come andrà a finire».
L'ANALISI DEL BLACKOUT TRA SFORTUNA E DISATTENZIONI - Interpellato sui motivi che hanno inceppato la meravigliosa macchina bolognese degli ultimi mesi, il giocatore analizza senza filtri quel periodo nero iniziato a dicembre, costato carissimo in termini di finali perse (Supercoppa) e lotterie dei rigori fatali (contro la Lazio). «La nostra stagione resta ampiamente positiva e non voglio parlare di rimpianti veri e propri, perché l'impegno è stato massimale da parte di tutto il gruppo. Purtroppo, abbiamo vissuto un trimestre altalenante in cui non siamo riusciti a esprimerci ai nostri livelli. Ci è mancato quel pizzico di fortuna, ma abbiamo pagato a caro prezzo infortuni pesanti, la stanchezza derivata dai tanti impegni ravvicinati e alcune disattenzioni fatali. In certi frangenti sembrava di vivere un loop infinito, tra cartellini rossi pesanti e gol incassati nei minuti di recupero. Piaccia o no, fa parte del calcio: dobbiamo accettarlo e farne tesoro per non ripetere più simili sbavature».
Le dichiarazioni del difensore incendiano un rush finale vietato ai deboli di cuore: la preda è nel mirino e la caccia all'ultimo pass per l'Europa passa inesorabilmente da Bergamo. La corazzata nerazzurra è ufficialmente avvisata.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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