La maratona infinita che ha consegnato alla Lazio il pass per l'ultimo atto della Coppa Italia lascia in eredità una scia di profondo rammarico in casa bergamasca. A fare da eco all'amarezza del popolo orobico ci ha pensato Massimo Mauro, che ha vivisezionato con grande lucidità la beffarda eliminazione dell'Atalanta al termine di una battaglia rusticana, decisa in maniera rocambolesca solamente dalla spietata lotteria dei calci di rigore.

LA BATTAGLIA E IL CUORE NERAZZURRO - Il prato della New Balance Arena si è trasformato nel teatro di un confronto fisico e spigoloso, in cui ogni pallone pesava come un macigno e la tensione tagliava l'aria. La fiammata ospite firmata da Alessio Romagnoli sembrava aver fatto calare definitivamente il sipario sui sogni di gloria, ma l'immediato e ruggente graffio del solito Mario Pasalic ha avuto l'enorme merito di riaccendere le speranze, trascinando la contesa oltre i tempi regolamentari. Un repentino botta e risposta che ha confermato lo spirito indomito della truppa sapientemente orchestrata da Raffaele Palladino, capace di spingersi oltre ogni limite fisico pur di regalare una notte magica alla propria gente.

L'ANALISI E LA BEFFA AI PUNTI - Le dinamiche del rettangolo verde hanno però mostrato una supremazia territoriale che, a conti fatti, non ha pagato i meritati dividendi. – come dichiarato dall'ex calciatore ai microfoni dello studio di Sport Mediaset – l'esito della qualificazione assume contorni quasi illogici per quanto espresso in campo dai padroni di casa: «In finale la formazione capitolina avrà di fronte l'Inter, e va riconosciuto che la Lazio si giocherà la coppa con merito avendo gettato il cuore oltre l'ostacolo. Tuttavia, bisogna ammettere che l'Atalanta è stata davvero un po' sfortunata durante l'intero arco della serata». La chiosa finale dell'opinionista è una sincera ma amara carezza per il tecnico campano: «Ai punti, valutando la prestazione, forse avrebbe meritato maggiormente la Dea. Il mister può legittimamente rammaricarsi, perché in svariate situazioni la dea bendata ha letteralmente voltato le spalle ai suoi ragazzi».

Adesso, archiviata la cocente delusione per la coppa sfumata all'ultimo respiro, l'imperativo societario sarà quello di trasformare gli elogi per il bel gioco in cattiveria pura, per centrare i prestigiosi obiettivi che ancora restano vivi nel mirino europeo e in campionato.

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© foto di www.imagephotoagency.it
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Sezione: Interviste / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 00:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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