Un pareggio che profuma di ripartenza e di grande maturità. Dopo la battuta d'arresto subita contro la Juventus, l'Atalanta esce indenne dal catino dell'Olimpico, recuperando una lunghezza preziosa sul Como e mantenendo a distanza ravvicinata i giallorossi. Passare in vantaggio e resistere al ritorno di una diretta concorrente certifica la solidità della squadra guidata da Raffaele Palladino, che ora può proiettarsi con il morale alto verso la cruciale semifinale di ritorno contro la Lazio.
LE ROTAZIONI E LA GESTIONE FISICA - L'allenatore ha saputo dosare sapientemente le energie del gruppo, lasciando inizialmente in panchina Gianluca Scamacca per puntare sulla fisicità di Nikola Krstovic, ripagato dalla decima gioia personale in campionato. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – le tre sostituzioni operate all'intervallo hanno permesso di preservare elementi cardine in vista del doppio impegno. «Scalvini aveva preso un colpo all’anca e andavamo in difficoltà sul suo lato. Kolasinac ha avuto un leggero fastidio, ho preferito preservarlo per mercoledì. E poi De Ketelaere non era brillante perché veniva da qualche giorno in cui ha avuto l’influenza», ha spiegato il tecnico. Per il difensore bosniaco sono previsti controlli approfonditi nelle prossime ore per valutare l'entità del problema alla coscia destra.
LA SODDISFAZIONE E LA SCELTA DEI CENTRAVANTI - Sviscerando i temi del match, l'allenatore non nasconde il proprio compiacimento: «Ci prendiamo il pareggio, è un risultato giusto. Abbiamo recuperato un punto sul Como, è tutto aperto, ce la giocheremo fino alla fine. Non molleremo, adesso emergono i valori, nel finale della stagione. Sono soddisfatto del percorso che stiamo facendo». Una lode particolare è rivolta alla prestazione del secondo tempo, giudicata «ottima», a differenza di un primo tempo in cui la squadra si è abbassata troppo per questioni puramente fisiche. Sull'alternanza offensiva, ha le idee chiarissime: «Krstovic ha alzato il livello, Scamacca però è importante e ha la mia fiducia. Contro la Roma mi serviva un giocatore che tenesse botta sulla marcatura di Ndicka e che fosse bravo sui duelli, Gianluca invece è più abile nel palleggio».
LA RINCORSA EUROPEA E L'ELOGIO ALLA SOCIETÀ - La chiacchierata si sposta poi sulla vibrante lotta per l'Europa: «Mi sono divertito a vedere giocare due squadre che volevano vincere. Abbiamo giocato con qualità e con personalità, è stata davvero una bella partita. Proveremo a riprendere qualcuna davanti a noi. Quando perdi gare come quella contro la Juventus ti crolla il mondo addosso, ma non dobbiamo mollare nella scalata fino alla fine. La strada è quella giusta, quella che ti porta alla fine ad ottenere i punti e pure i risultati». In chiusura, una vera e propria dichiarazione d'amore per il club e un pensiero all'ex tecnico e amico Ivan Juric: «L’Atalanta è una società che crede nei giovani, nei progetti a lungo termine, è lungimirante, cura il settore giovanile ed è assolutamente attenta ai dettagli. È un piacere lavorare per questo club, sono molto felice di essere a Bergamo. Un po’ di rammarico per i punti persi all’inizio c’è, ma se qui fossero andati bene io non sarei stato chiamato, bisogna anche essere onesti. E mi spiace davvero per il mio amico Juric».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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