Alle spalle del Como c'è una delle famiglie più ricche del pianeta, un patrimonio da 44 miliardi di dollari. Per una provinciale che ragiona — e spende — da grande, i soldi non sono mai stati un problema. E, almeno per ora, non lo è nemmeno il fair play UEFA: ecco perché l'acquisto di Nico Paz è stato avallato dagli Hartono e finalizzato dal presidente Suwarso.

NEL MIRINO DI NYON - Qualificandosi per la prima volta in Europa, e direttamente in Champions League, il club lariano entrerà dalla stagione 2026-27 sotto la lente della UEFA per il rigido regolamento UEFA sulla sostenibilità finanziaria, come ogni altra partecipante alle coppe. Nella primavera 2027 i funzionari di Nyon esamineranno i bilanci dell'ultimo triennio, dal 2023-24 al 2025-26.

I CONTI NON TORNANO - Le norme sono due. La football earnings rule fissa a 60 milioni la perdita aggregata massima nel triennio, con un margine in più per i club finanziariamente sani, mentre la squad cost rule impone che stipendi della prima squadra, ammortamenti e commissioni non superino il 70% dei ricavi. Paletti che il Como, stando ai bilanci già approvati, sforerà inevitabilmente: dopo i 50 milioni di rosso del 2023-24, l'ultimo in B, il deficit è schizzato a 132 milioni consolidati nella prima stagione in A. E per l'esercizio in chiusura, pur in miglioramento, le stime de La Gazzetta dello Sport indicano uno squilibrio ancora vicino ai 100 milioni. Anche scorporando le spese virtuose — vivaio, calcio femminile, infrastrutture — il bilancio triennale resterà ben oltre il tetto.

IL SETTLEMENT IN ARRIVO - A quel punto la strada sarà segnata: il Como concorderà con la UEFA un piano di rientro tramite settlement agreement di tre o quattro anni, con prevedibili restrizioni sulla lista UEFA. Le regole post-Covid, del resto, premiano gli apporti di capitale rispetto al debito, e Nyon guarda con favore ai progetti sostenuti dalla proprietà: dal 2019 la famiglia Hartono ha versato 390 milioni nella controllante britannica Sent Entertainment. Al 30 giugno 2025 il gruppo vantava un patrimonio netto di 54 milioni e nessun debito bancario.

LA SFIDA SOSTENIBILITÀ - Il club resta in piena fase espansiva, appesantita dall'avvio delle nuove linee di business, dall'academy ai negozi, con l'obiettivo della sostenibilità nel medio-lungo termine. Per centrarlo servirà continuare a vincere, sfruttare il richiamo turistico del lago — non potendo contare sul bacino di una grande città — e attivare con decisione quella leva del player trading che fa la differenza. I premi della Champions, se ripetuti nel tempo, faranno il resto.

Per ora, comunque, il Como resta «vergine» agli occhi della UEFA. Il tempo per sistemare i conti, insomma, c'è. Ma da Nyon l'orologio ha già iniziato a ticchettare.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Sab 27 giugno 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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