MOTTA, voto 9
La sua prestazione trascende la cronaca sportiva per sconfinare nell'epica. Dopo un avvio fisiologicamente contratto, alza il muro e si erge a baluardo insuperabile prolungando la contesa ai supplementari con un riflesso prodigioso su Scamacca. Ma è nella crudele roulette dei rigori che indossa il mantello da supereroe, ipnotizzando ben quattro tiratori avversari in successione. Una notte che racconterà ai nipoti. Leggendario.
MARUSIC, voto 5,5
Si limita al compitino scolastico, frenando le sue proverbiali doti di spinta nonostante la corsia di destra non sia costantemente sotto assedio dalle offensive della formazione di Bergamo. Un atteggiamento troppo conservativo che finisce per inaridire le fonti di gioco laterali. Timido.
dal 67' LAZZARI, voto 6
Inietta una provvidenziale dose di dinamismo sul binario di competenza. Garantisce coperture più puntuali e si propone con costanza per supportare lo sviluppo della manovra. Frizzante.
GILA, voto 6,5
Un autentico mastino nel cuore della retroguardia capitolina. Presidia i sedici metri con un tempismo eccezionale, sbrogliando svariate situazioni intricate ed evitando più di un mal di testa al proprio estremo difensore. È costretto ad alzare bandiera bianca solo a causa di un problema fisico. Roccioso.
dal 77' PROVSTGAARD, voto 6
Catapultato in una bolgia di agonismo purissimo, non si fa tremare le gambe. Assorbe bene la pressione nei delicati minuti finali e nei tempi supplementari. Concentrato.
ROMAGNOLI, voto 7
Innalza un muro quasi invalicabile in tandem con Gila, anestetizzando per larghi tratti la pericolosità dell'attacco dell'Atalanta. Il capolavoro personale arriva però nell'area avversaria, dove sfrutta il fisico e l'astuzia per piazzare la zampata aerea che sblocca momentaneamente l'incontro. Leader.
TAVARES, voto 5,5
A differenza del collega sulla fascia opposta, prova a mettere il turbo in qualche circostanza, sbattendo però inesorabilmente contro le strette maglie orobiche. Il suo rendimento sale di tono alla distanza, ma la macchia indelebile del rigore fallito nella lotteria finale abbassa irrimediabilmente la sua valutazione. Incompiuto.
BASIC, voto 5,5
Fatica atrocemente a trovare il ritmo e la giusta collocazione sul manto erboso. Incespica in troppi errori gratuiti in fase di palleggio e non garantisce mai il fondamentale apporto in termini di inserimenti senza palla, rivelandosi un ingranaggio difettoso. Sbiadito.
dal 77' DELE-BASHIRU, voto 6
Gettato nella mischia per rianimare un reparto in debito di ossigeno, dona muscoli e intraprendenza per spezzare il raddoppio avversario. Vigoroso.
PATRIC, voto 5,5
Schierato nell'inedita veste di vertice basso da Sarri, palesa tutti i limiti di adattamento al ruolo. Le geometrie languono e la distribuzione del pallone risulta spesso farraginosa e scolastica. Non riesce mai a prendere per mano la squadra in fase di impostazione, naufragando con il trascorrere dei minuti. Spaesato.
dall'84' CATALDI, voto 5,5
Impatto decisamente rivedibile. Fatica a sintonizzarsi sulle frequenze del match e porta sulle spalle il macigno di uno dei due rigori cestinati dai biancocelesti. Inadeguato.
TAYLOR, voto 6
Chiamato a coadiuvare Patric nella sala macchine, non brilla per creatività o spunti illuminanti. Tuttavia, bilancia la scarsa vena in impostazione con un'abnegazione totale, correndo fino all'ultima goccia di sudore. Dimostra un notevole sangue freddo spiazzando Carnesecchi dal dischetto. Solido.
CANCELLIERI, voto 5,5
Si danna l'anima svariando su tutto il fronte offensivo, risultando il più vivace del tridente per spirito di iniziativa. Un dinamismo, tuttavia, che si traduce in un buco nell'acqua: le sue sortite sono caotiche e raramente portano a conclusioni pulite. Fumoso.
dal 67' ISAKSEN, voto 6
Fornisce un apporto leggermente più razionale rispetto al compagno sostituito. La sua partita viene nobilitata dalla lucidità con cui trasforma il rigore assegnatogli. Cinico.
NOSLIN, voto 6
Una gara divisa in due atti. Assolutamente impalpabile nella prima frazione, dove scompare dai radar. Riemerge dagli spogliatoi con un piglio radicalmente diverso, diventando un fattore vitale: dalle sue scorribande nasce l'angolo da cui scaturisce il gol del vantaggio laziale. Bifronte.
ZACCAGNI, voto 6,5
Lungi dall'essere la sua esibizione più sfavillante, il numero dieci trova comunque il modo di lasciare un'impronta profondissima sulla partita. Calibra con il goniometro il calcio dalla bandierina che permette a Romagnoli di insaccare l'illusorio uno a zero, confermandosi l'anima qualitativa della squadra. Prezioso.
dal 108' PEDRO, voto 5,5
Il tecnico confida nel suo sterminato pedigree internazionale per l'infuocato extra-time, ma lo spagnolo finisce per vagare senza mai trovare la giocata risolutiva. Scarico.
ALL. MAURIZIO SARRI, voto 7,5
Cuce addosso alla sua squadra l'abito delle grandi notti di coppa. La Lazio sa soffrire, assorbendo le folate avversarie senza mai sfaldarsi, e punge quando se ne presenta l'occasione. Raggiunge l'ennesimo traguardo prestigioso trasmettendo una mentalità d'acciaio ai suoi, capaci di non crollare psicologicamente dopo il pareggio incassato nel finale e di trionfare nella roulette russa dei rigori. Condottiero.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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