DI GREGORIO, voto 6,5
Si conferma un fattore determinante per blindare i punti pesanti. Dopo la prodezza sul penalty contro il Grifone, si ripete con un riflesso prodigioso su Djimsiti che vale, a tutti gli effetti, come un gol segnato. Istinto felino e posizionamento sempre impeccabile a infondere sicurezza all'intero reparto. Saracinesca.
KALULU, voto 6,5
L'avvio è da brividi, sverniciato a più riprese da un Zalewski elettrico che sembra potergli nascondere il pallone. Superata l'iniziale sbandata, però, prende le misure con estrema saggezza tattica, trasformandosi persino in un prezioso regista aggiunto per l'uscita pulita dal basso. Ricalibrato.
BREMER, voto 7
Un'autentica montagna in mezzo all'area di rigore. Inizia la sua personale battaglia annientando fisicamente Krstovic, poi riserva il medesimo, spietato trattamento a Scamacca. Stringe i denti stoicamente pur accusando noie fisiche, rifiutando la resa e calamitando ogni singolo spiovente. Insuperabile.
KELLY, voto 6
Battezza la sua fascia di competenza con un approccio prettamente scolastico, complice una minor pressione offensiva atalantina da quel lato. Cresce con il trascorrere dei minuti, fluidificando la manovra e aumentando i giri del motore nello smistamento del pallone. Ordinato.
HOLM, voto 6,5
Il classico coniglio estratto dal cilindro dal tecnico di Certaldo. Ripaga la scommessa con una prova di generosità assoluta: sgasa senza sosta sull'out di destra e, non a caso, è proprio da un suo guizzo intraprendente che scaturisce l'azione decisiva per le sorti dell'incontro. Dirompente.
dal 72’ GATTI, voto 6
Gettato nell'arena per innalzare la contraerea e respingere i disperati assalti aerei della Dea. Roccioso.
THURAM, voto 5,5
La prima frazione è vissuta a frequenze fastidiosamente basse, condita da imprecisioni tecniche non degne del suo bagaglio. Si scuote dal torpore nella ripresa, provando ad alzare il baricentro, ma pecca gravemente di lucidità fallendo una conclusione che chiedeva solo di essere capitalizzata. Incompiuto.
dal 71’ KOOPMEINERS, voto 6
Apporta il necessario equilibrio nel momento del bisogno, sbrigando l'ordinaria amministrazione senza fronzoli. Puntuale.
LOCATELLI, voto 6,5
Un autentico diesel della mediana. Contagiato dal ritmo compassato della squadra nel primo tempo, ha comunque il merito di non nascondersi mai, chiedendo costantemente palla. Questo atteggiamento proattivo lo premia in un secondo tempo in crescendo rossiniano, dove prende in mano il timone del gioco con autorità. Crescente.
CONCEICAO, voto 6
Per quarantacinque minuti vaga per il prato del Gewiss Stadium come un fantasma, isolato e avulso dalle trame di gioco. Poi, improvvisamente, si accende: un paio di strappi dei suoi lacerano l'equilibrio della gara, permettendogli di apporre la propria firma nell'azione che porta al gol del successo. Intermittente.
dal 79’ MIRETTI, SV
CAMBIASO, voto 5,5
Sembra aver smarrito le sue proverbiali certezze. Soffre di un'insolita timidezza palla al piede, palesando difficoltà in fase di primo possesso. Anche in ripiegamento si mostra fin troppo permissivo, concedendo spazi pericolosi agli incursori orobici prima di ritrovare parzialmente la bussola. Insicuro.
dal 79’ KOSTIC, SV
YILDIZ, voto 5,5
In un primo tempo bianconero di rara sterilità offensiva, è l'unico a tentare di accendere la miccia con un cioccolatino servito sulla testa di Kelly. Una gemma solitaria, però, in una prestazione nel complesso troppo periferica per un talento deputato a spezzare gli equilibri. Fumoso.
dal 58’ DAVID, voto 5,5
Ingresso impalpabile. Viene inghiottito dalle maglie della retroguardia bergamasca senza mai riuscire a fare da sponda o a pungere. Eclissato.
BOGA, voto 6,5
Un predatore che sa aspettare il momento propizio nell'ombra. Fino al gol appare costantemente in ritardo, faticando a saltare l'uomo o a creare scompiglio. Poi, annusa il sangue sul pasticcio difensivo della Dea e castiga l'ex squadra con freddezza glaciale. Una rete dal peso specifico enorme che lo sblocca anche mentalmente. Letale.
ALL. LUCIANO SPALLETTI, voto 7
Festeggia il rinnovo contrattuale superando un esame di maturità difficilissimo. La mossa di lanciare Holm e Boga si rivela la masterclass tattica che decide l'incontro. Plama una Juventus cinica, forse meno brillante e spettacolare del solito, ma tremendamente solida: capace di soffrire l'urto avversario senza mai scomporsi e di azzannare la partita al primo errore altrui. Scacchista.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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