Jeremie Boga torna a Bergamo da ex e lascia un segno indelebile. L'attaccante ivoriano, ora in forza alla Juventus, ha deciso la delicata sfida della New Balance Arena con un guizzo che ha condannato l'Atalanta alla sconfitta di misura (0-1). Intervenuto in conferenza stampa al termine del match, l'esterno offensivo ha analizzato con lucidità le due facce della prestazione bianconera, svelando i segreti del cambio di marcia nella ripresa. Spazio anche ai ricordi e alle emozioni del ritorno nello stadio che è stato la sua casa: una parentesi, quella bergamasca, definita difficile ma fondamentale per la sua crescita umana e professionale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Il gol contro la Roma, il gol contro l'Udinese e ora la rete decisiva questa sera. Ti immaginavi un impatto così importante e devastante con la maglia della Juventus?
«Sinceramente no, non potevo sognare un inizio migliore di questo. Sono estremamente contento di come stanno andando le cose a livello personale, ma oggi il primo grande obiettivo era conquistare la vittoria di squadra e siamo tutti molto felici per esserci riusciti».
Che cosa hai visto di diverso tra il primo e il secondo tempo della Juventus? Dopo la sofferenza iniziale, il tuo gol ha cambiato l'inerzia della partita. Cosa vi siete detti nello spogliatoio durante l'intervallo?
«Nel primo tempo abbiamo sofferto molto la loro pressione asfissiante e il loro modo di sviluppare il gioco, ci hanno messi in difficoltà. Negli spogliatoi ci siamo parlati e ci siamo detti di muoverci di più, di cercare di trovare più spazio e di giocare maggiormente insieme, in modo corale. Penso che nella ripresa siamo riusciti a farlo in diverse occasioni e questo ci ha portato al gol. Dopodiché, abbiamo messo il cuore in campo per difendere e mantenere questo prezioso vantaggio fino alla fine».
Che effetto fa tornare qui a Bergamo, segnare il gol decisivo e farlo, per di più, indossando un'altra maglia?
«Quello vissuto qui a Bergamo è stato un periodo difficile per me, non lo nascondo, ma allo stesso tempo ha rappresentato un'importantissima esperienza sia di vita che come calciatore. Ho imparato davvero molto in questa piazza e penso che, se oggi mi trovo qui, lo devo anche alla maggiore maturità acquisita proprio durante il mio passaggio all'Atalanta. Tornare qui oggi con la maglia della Juve era però fondamentale unicamente per conquistare i punti in palio».
Hai parlato più volte del lavoro specifico che hai svolto nei mesi in cui non giocavi con continuità. Fisicamente sembri stare benissimo e oggi hai chiuso l'intera partita in campo. È questo lavoro pregresso che ti sta aiutando?
«Sì, assolutamente. Penso che il duro lavoro fisico che abbiamo svolto in precedenza a Nizza mi sia servito tantissimo; lo si è visto anche oggi perché sono riuscito a tenere il campo per tutta la partita senza cali. Fisicamente mi sento davvero bene, mi alleno nel modo giusto e con grande intensità con la squadra, quindi le cose procedono per il verso giusto».
Un ex dal dente avvelenato in campo, ma lucido e grato a parole. Jeremie Boga si gode il suo momento magico a Torino, consapevole che la mentalità mostrata oggi affonda le sue radici proprio nelle difficoltà superate durante la sua esperienza all'ombra delle Mura Venete.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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