L'Atalanta esce a mani vuote dal big match della New Balance Arena, punita ben oltre i propri demeriti da una Juventus cinica e spietata. La compagine guidata da Raffaele Palladino disputa un primo tempo di altissimo livello, schiacciando gli avversari e sfiorando ripetutamente il vantaggio, ma è costretta ad arrendersi nella ripresa. Un banale e sfortunato pasticcio difensivo permette infatti alla squadra di Luciano Spalletti di sbancare Bergamo, operando il momentaneo sorpasso sul Como e allungando in chiave Champions League a spese dei nerazzurri.
ASSEDIO E SFORTUNA - L'approccio dei padroni di casa è letteralmente devastante e costringe gli ospiti a rintanarsi a protezione della propria area di rigore. L'aggressività della linea mediana è palpabile fin dai primissimi istanti: al settimo minuto Giorgio Scalvini sradica un pallone sanguinoso dai piedi di Kenan Yildiz, aprendo un'autostrada per Nicola Zalewski, il cui velenoso diagonale sibila a pochi centimetri dal palo. È solo il preludio a un predominio territoriale netto, che culmina centoventi secondi più tardi con un imperioso stacco di testa dello stesso difensore azzurro, fermato clamorosamente dal legno sugli sviluppi di un piazzato battuto dall'esterno polacco.
TIMIDI SQUILLI BIANCONERI - Schiacciata dal pressing asfissiante orchestrato dal tecnico campano, la formazione piemontese fatica tremendamente a ripulire palloni giocabili. La prima vera folata offensiva si registra soltanto alla mezz'ora, con una conclusione senza troppe pretese scagliata da Khephren Thuram che si perde alta sulla traversa. Un piccolo sussulto che ravviva brevemente l'attacco ospite, con Lloyd Kelly che spedisce a lato di testa un traversone. Dall'altra parte, Charles De Ketelaere svetta su Andrea Cambiaso ma non inquadra il bersaglio, mentre Marco Carnesecchi si esalta con un'uscita provvidenziale e tempestiva su Pierre Kalulu. Prima del duplice fischio, c'è ancora tempo per una spettacolare rovesciata di Nikola Krstovic che fa trattenere il fiato a tutto lo stadio, spegnendosi sul fondo per una questione di millimetri.
IL GOL PARTITA - Il copione del match si capovolge in modo amaro all'alba della ripresa. Una dinamica tanto rocambolesca quanto letale condanna i bergamaschi: su un traversone apparentemente innocuo di Emil Holm, si innesca una fatale incomprensione tra Carnesecchi e Berat Djimsiti. L'estremo difensore manca la presa, la sfera carambola addosso allo sfortunato Scalvini e diventa un assist al bacio per Jeremie Boga. L'ex fantasista nerazzurro, trasformatosi in un autentico trascinatore per i bianconeri fin dal suo arrivo nel mercato invernale, non si fa pregare e appoggia in rete da due passi la palla che spezza l'equilibrio.
IL MURO DI GREGORIO E I RIMPIANTI - Lo svantaggio immeritato scuote l'orgoglio della Dea, che si riversa immediatamente in avanti a testa bassa. Ancora una volta è il centrale difensivo italiano a rendersi pericolosissimo nel gioco aereo, ma Michele Di Gregorio si supera blindando la propria porta con un intervento d'istinto. L'ingresso in campo di Giacomo Raspadori dona nuova imprevedibilità alla trequarti: il suo siluro da venticinque metri scheggia la traversa, acuendo ulteriormente i rimpianti del popolo bergamasco. Negli ultimi scampoli di gara, nonostante Palladino getti nella mischia tutta l'artiglieria pesante, le barricate ospiti reggono l'urto, salvate anche da un incredibile rigore in movimento fallito da Thuram su regalo di Holm che grazia i nerazzurri. Finisce con una sconfitta bruciante, in una serata in cui il campo avrebbe raccontato una storia ben diversa.
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