Ci sono storie che sembrano già scritte, salvo poi scoprire che manca ancora qualche capitolo. Quella di Tony D'Amico e della Roma appartiene a questa categoria. Il dirigente pescarese è il candidato forte alla direzione sportiva giallorossa — forte, anzi fortissimo, alla luce dei contatti già avviati con Gian Piero Gasperini, il tecnico con cui ha costruito quattro stagioni straordinarie all'Atalanta — ma tra il desiderio e la firma c'è un ostacolo concreto: D'Amico è ancora, a tutti gli effetti, dipendente dell'Atalanta. Il suo contratto scade il 30 giugno 2027, e per liberarlo non basterà la buona volontà delle parti.
DUE COMUNICATI CHE SEMBRAVANO PARLARE LA STESSA LINGUA - La settimana scorsa aveva creato l'illusione della semplicità. Mercoledì l'Atalanta aveva annunciato la separazione con D'Amico con parole calorose: «Dopo quattro intense stagioni vissute insieme, le strade dell'Atalanta e del direttore sportivo Tony D'Amico si dividono, professionalmente. La famiglia Percassi e quella Pagliuca, ma anche tutta l'Atalanta, ringraziano sentitamente il direttore D'Amico e gli augurano il meglio per il futuro». Il venerdì successivo era arrivato il comunicato della Roma con la risoluzione consensuale del contratto di Frederic Massara, il DS arrivato a Trigoria nell'estate 2025: il club capitolino ne ha salutato la «professionalità» e il «contributo», ricordando tra i traguardi raggiunti — grazie al suo lavoro — «la qualificazione alla Champions League». La lettura era parsa immediata: un'uscita, un ingresso, D'Amico al posto di Massara. Solo che le cose, nella realtà, non funzionano sempre così in filiera.
IL NODO CONTRATTUALE: ATALANTA NON HA LICENZIATO D'AMICO - La questione è tecnica ma sostanziale. D'Amico è stato rimosso dal suo ruolo — che nel frattempo è stato assegnato a Cristiano Giuntoli — e privato delle sue funzioni operative. Non è stato però licenziato: il suo contratto con l'Atalanta rimane in essere fino al 30 giugno 2027, con tutti gli effetti che questo comporta dal punto di vista economico e giuridico. La Roma non può semplicemente assumerlo: deve prima liberarlo dall'accordo vigente. E per farlo — come già anticipato nei giorni scorsi, quando l'operazione sembrava quasi fatta e Bergamo aveva dato il via libera di principio — deve necessariamente aprire una trattativa diretta con la società nerazzurra. Il che significa discutere le condizioni di una risoluzione anticipata, presumibilmente con un accordo economico tra le parti.
GASPERINI FRENA, FRIEDKIN ATTESO A TRIGORIA - Tutto questo — ricostruisce La Gazzetta dello Sport, che ha fotografato la situazione nella sua complessità — crea un disagio palpabile per Gian Piero Gasperini, che brucia dalla voglia di cominciare a lavorare sull'allestimento della rosa per la prossima stagione in Champions League. Ogni giorno senza un direttore sportivo a fianco è un giorno perduto sul mercato, e il tempo che il calcio estivo concede non è illimitato. Lo stallo, inevitabilmente, pesa. È probabile che nei prossimi giorni dovrà essere la proprietà giallorossa a prendere in mano la situazione: il vicepresidente Ryan Friedkin è atteso a Trigoria nella settimana che si apre, e la sua agenda è già fitta di questioni urgenti. Tra un rinnovo e l'altro — quelli di Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini e Zeki Çelik ballano tutti in queste settimane — c'è da sbrogliare il nodo principale, quello che riguarda la guida tecnica del mercato.
COSA SUCCEDERÀ ORA - Le strade percorribili sono sostanzialmente due: la Roma si siede con l'Atalanta e trova un accordo per liberare D'Amico prima della scadenza naturale del suo contratto, oppure la situazione si prolunga in un limbo che non giova a nessuno. La prima opzione è quella più probabile, visto che l'interesse di entrambe le parti alla soluzione è dichiarato. Atalanta e Roma si considerano club amici, e il dialogo è aperto. Il punto è stabilire a quali condizioni Bergamo sia disposta a rinunciare a un dirigente per cui ha nutrito stima e rispetto genuini, ma che non rientra più nel progetto.
Due comunicati sembravano una storia già finita. In realtà, era solo l'inizio di una trattativa.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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