A metà luglio il mercato della Serie A è un cantiere in ritardo, e il nodo non riguarda chi comprare, ma chi piazzare. Il caso più eclatante porta il nome di Rafael Leao, ma la fotografia vale per l'intero campionato: cedere è diventata l'impresa più complicata dell'estate.

IL CASO LEAO E LE DIFFICOLTÀ DEL MILAN - Il Milan ha investito cento milioni più commissioni per due giocatori, una reazione di pancia per dire «ci siamo, reagiamo». Ma il lavoro resta enorme, perché la rosa è affollata di elementi pesanti per ingaggio e spogliatoio. Altro che clausola a tre cifre: la gestione mediatica e tecnica del club, unita a una stagione infelice che ha incrinato il feeling con la piazza, ha finito per deprezzare il portoghese. Vale un esubero, un giocatore da ventesima pagina? Non proprio, ma il punto della storia è questo: Rafael Leao e il suo entourage dovranno lavorare di fino per trovare la destinazione giusta. Stesso discorso per Santiago Gimenez, ora fuori per due mesi, e per Ruben Loftus-Cheek. Semplice, invece, sistemare Francesco Camarda e Christian Comotto, i cui rinnovi erano un obbligo; il piccolo miracolo, intanto, è stata l'offerta convincente arrivata subito per Pervis Estupinan.

INTER E JUVENTUS, LISTE LUNGHE - L'Inter ha meno da sfoltire, avendo già lasciato scadere i contratti dei giocatori più onerosi. Resta però il tormentone Davide Frattesi: lo vogliono tutti, ma resta sempre in nerazzurro. Sarà l'estate buona? I titoli lo dicono da tempo, la sostanza latita. C'è poi Benjamin Pavard, non gradito al gruppo, che il club spera trovi presto sistemazione per costi e ingaggio. La Juventus, invece, è un capitolo a sé: il mercato è bloccato anche perché la lista dei partenti è chilometrica. Jonathan David, per cui il Mondiale era la benedizione attesa, non ha ancora portato offerte; Lois Openda, dove serve più di un miracolo; e poi Joao Mario, Michele Di Gregorio, Arkadiusz Milik, Nico Gonzalez e persino Arthur.

ROMA, NAPOLI E IL MALE COMUNE - La musica non cambia altrove: la Roma con Artem Dovbyk, il Napoli con Noa Lang e David Neres, in attesa che arrivino proposte, e chissà che qualcosa non si muova pure per Romelu Lukaku. È il male dell'intera Serie A: le grandi arrancano, le piccole – prima colpite da bulimia d'acquisti e ora costrette a piangere sul monte ingaggi – ancora di più. In una Capitale dove i bilanci restano il primo vincolo del mercato, il tema è più che mai attuale.

LA SCOMMESSA DELLA FIORENTINA - Un discorso a parte merita la Fiorentina, che ha investito tantissimo: Viery dal Gremio, Radu Dragusin e Alex Jimenez dal Tottenham, Arthur Atta dall'Udinese e ora anche Victor Valdepenas dal Real Madrid. Nel mirino restano Orkodare, Olai e lo stesso Joao Mario. Fabio Paratici fa la voce grossa, ma – come analizza TuttoMercatoWeb nell'analisi firmata da Marco Conterio – adesso comincia il difficile: i viola dovranno rientrare delle spese, e quando hai già comprato le altre sanno che sei costretto a vendere. Altrove non si acquista per non ingolfare rosa e liste; a Firenze lo si è fatto con coraggio, e tanto di cappello. Ora però servirà un colpo da maestro per sistemare, senza svenderli, Moise Kean, Albert Gudmundsson, Nicolò Fagioli (non in vendita, ma di fronte a una grande offerta chissà), Pietro Comuzzo, Marin Pongracic, Dodò e i tanti profili fuori dai convocati: un fronte uscite che a Firenze è già ampiamente aperto.

In un'estate a rilento per tutti, la conclusione è una sola: comprare è un esercizio, vendere è l'impresa.

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Sezione: Calciomercato / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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