INTER-ATALANTA 1-1 (p.t. 1-0)
26' P. Esposito (I), 82' Krstovic (A)
CARNESECCHI, voto 6
Il primo vero squillo nerazzurro lo sorprende: sulla conclusione di Pio Esposito piega le mani in maniera rivedibile, macchiando la sua proverbiale reattività tra i pali. Si riscatta parzialmente blindando lo specchio sulla fiammata successiva di Thuram, ma nel complesso manca della consueta e totale sicurezza.
SCALVINI, voto 5,5
Paga a carissimo prezzo una frazione di secondo di esitazione sull'azione che stappa la partita: accorcia con un attimo di ritardo fatale e si fa leggere le intenzioni da Esposito. La sua serata si complica ulteriormente quando rischia grosso in area su Frattesi, palesando un insolito appannamento nelle letture preventive. In ritardo.
DJIMSITI, voto 6
Mantiene la linea con la consueta dose di esperienza, ma si macchia di un'indecisione tattica non da lui: scegliendo di temporeggiare oltremisura, concede a Barella la visuale libera per ricamare l'assistenza del momentaneo vantaggio interista. Una veniale sbavatura in una prestazione comunque sufficiente e solida. Attendista.
KOLASINAC, voto 5,5
Sfrutta la libertà concessagli per proporsi come primo costruttore dal basso, ringhiando costantemente sulle caviglie di Barella per togliergli ossigeno e geometrie. La sua valutazione, però, crolla inevitabilmente a causa del duello aereo perso in modo netto nell'azione che porta all'uno a zero. Sovrastato.
dal 65' HIEN, voto 6,5
Gettato nella mischia per alzare il livello dello scontro fisico, interpreta il ruolo con la proverbiale ferocia agonistica, sradicando palloni e anticipando sistematicamente le intenzioni del diretto avversario. Ringhioso.
ZAPPACOSTA, voto 6,5
Interpreta il duello sulla corsia con la giusta spregiudicatezza: capisce subito che per disinnescare Dimarco deve aggredirlo alto, costringendolo sulla difensiva. Un approccio audace che gli permette di non farsi mai schiacciare, mantenendo vivo il binario di destra con intraprendenza. Coraggioso.
DE ROON, voto 6
Si sdoppia con la consueta abnegazione, scalando spesso sulla linea dei difensori per sbrogliare matasse intricate. Legge in anticipo le linee di passaggio e, non appena Ederson riprende posto al suo fianco, la mediana ritrova automatismi e fluidità manovriera. Equilibratore.
dal 76' DE KETELAERE, voto 6
Il suo ingresso porta fosforo e qualità negli ultimi sedici metri, impreziosendo l'azione del pareggio con una geniale e illuminante girata no-look. Raffinato.
PASALIC, voto 5
Palladino gli affida le chiavi dell'uscita palla al piede, ma il croato tradisce le attese fallendo clamorosamente l'incarico. La palla sanguinosa persa in maniera a dir poco sciagurata, che innesca la letale transizione interista, è un macigno che affossa inesorabilmente la sua pagella. Deconcentrato.
BERNASCONI, voto 5,5
Tira fuori dal cilindro accelerazioni brucianti che gli permettono di guadagnare il fondo con una facilità disarmante, ma in fase di non possesso patisce in modo evidente la debordante fisicità di Dumfries. Pesa tantissimo sul suo personalissimo bilancio la colossale palla gol divorata. Incostante.
SAMARDZIC, voto 5
Smania dalla voglia di incidere e si abbassa a caccia di palloni giocabili, ma finisce per perdersi nel traffico della mediana scomparendo dai radar per lunghissimi tratti dell'incontro. La connessione tecnica con Scamacca è un filo staccato, rendendo la sua presenza sulla trequarti drammaticamente sterile. Avulso.
dal 51’ EDERSON, voto 7
Il suo ritorno sul prato verde è una boccata d'ossigeno vitale per l'intera squadra. Recupera palloni con una voracità impressionante e alza istantaneamente il baricentro orobico di venti metri, restituendo anima e peso specifico al centrocampo. Trascinatore.
ZALEWSKI, voto 6
Fila via a corrente alternata, faticando a trovare la zolla ideale per pungere nel cuore della trequarti. Riesce a rendersi realmente insidioso soltanto quando decide di allargarsi sull'esterno, vestendo i panni dell'ala pura per convergere e sfornare traversoni velenosi. Atratti.
dal 65' SULEMANA, voto 6,5
Inserisce il turbo strappando in campo aperto con la potenza di una supercar lanciata in corsia di sorpasso. Suo lo spunto decisivo – e molto contestato – che recapita a Krstovic il pallone del definitivo pareggio. Devastante.
SCAMACCA, voto 5,5
Lancia subito un segnale bellicoso scaldando i guantoni di Sommer con una potente conclusione dalla distanza, ma è solo un lampo nel buio. Abbandonato al proprio destino dai trequartisti, viene stritolato nella morsa dei centrali nerazzurri, finendo per incupirsi in un isolamento tattico deprimente prima della sostituzione. Ingabbiato.
dal 51’ KRSTOVIC, voto 7
L'impatto con la gara è esplosivo. Dopo aver cestinato una conclusione mancina rivedibile, inventa un cioccolatino purissimo che Bernasconi spreca malamente, per poi vestire i panni del rapace insaccando la zampata che fissa il risultato. L'arma in più della ripresa. Letale.
ALL. PALLADINO, voto 6,5
Archivia tempestivamente gli sfortunati esperimenti di Champions ripristinando la fidata difesa a tre. Nei primi quarantacinque minuti si palesano ancora le tossine e le scorie psicologiche della batosta bavarese, ma ha il merito assoluto di ridisegnare la squadra nella ripresa. Con l'inserimento di Ederson e i cambi azzeccati, restituisce anima, ferocia e spensieratezza a una Dea che riacciuffa il pari con merito a San Siro. Ristabilito.
© Riproduzione Riservata
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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