L'hydration break, o più comunemente cooling break, non è un'invenzione recente nel calcio. Eppure la versione adottata in questo Mondiale sta alimentando un acceso dibattito. L'accusa più diffusa riguarda la sua natura commerciale: in molti leggono queste pause più come un'opportunità per moltiplicare gli spazi pubblicitari e dare visibilità agli sponsor che come una reale tutela per i calciatori, costretti a giocare in condizioni climatiche a tratti estreme nel corso di questa rassegna iridata.

LA DIFESA DI DI FRANCESCO - Sul tema è intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io, su Rai Radio 1, l'allenatore del Lecce Eusebio Di Francesco, che ha scelto di guardare alla sostanza tecnica: «Ci sono aspetti commerciali che non mi interessano, ma dal punto di vista dell'allenatore può essere importante dire qualcosa alla squadra, interrompere la gara e dare indicazioni». Per il tecnico, insomma, lo strumento ha un suo valore tattico: «A me non dispiace. Sono quelle innovazioni che inizialmente vengono criticate, ma poi verranno accettate da tutti quanti».

LO SGUARDO ALLA NAZIONALE - Dal Mondiale all'Italia, Di Francesco ha poi commentato il momento degli azzurri, reduci dalle prime due uscite con Silvio Baldini commissario tecnico. Un lavoro che l'allenatore giallorosso ha promosso senza riserve: «Silvio Baldini ha fatto un ottimo lavoro, con valori, coraggio, predisposizione nel lavorare coi giovani».

LA CORSA ALLA PANCHINA - Sul futuro, però, Di Francesco intravede una svolta verso un profilo di prima fascia: «Credo ora si vada verso un allenatore di spessore internazionale. Una certezza». E sui nomi in lizza non ha dubbi: «Credo se la stiano giocando Conte e Mancini, ma non so chi sia l'ideale». Un duello, quello evocato dal tecnico, che si intreccia con il delicato momento del calcio azzurro.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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