FIORENTINA-ATALANTA 1-1(p.t. 1-0)
39' Piccoli (F), 82' aut. Comuzzo (F)
CHRISTENSEN, voto 7,5
Quando la partita smette di avere senso tattico, il portiere diventa l'unico che può ancora cambiarne il corso. Ed è esattamente ciò che accade al Franchi: Palladino schiera un undici votato all'attacco e Christensen risponde a ogni tentativo con una reattività che va ben oltre il compitino stagionale. Samardžić, Sulemana, Zappacosta: il danese legge le traiettorie in anticipo e spegne ogni fiammata nerazzurra con posizionamento meticoloso e uscite tempestive. Sei parate nell'arco dei novanta minuti, alcune di rara pulizia tecnica. Non può nulla sull'autogol di Comuzzo all'82', dove la deviazione sventura il compagno prima ancora che lui possa intervenire. Esce tra gli applausi del Franchi: li merita tutti. Monumentale.
Dal 87' LEZZERINI, SV
DODO, voto 5,5
La corsia di destra è il punto d'accesso preferito dall'Atalanta per costruire pericoli, e Dodô non sempre riesce a tamponare con la reattività richiesta. Prima Bellanova, poi Zappacosta transitano spesso dalla sua zona e il brasiliano concede qualche spazio di troppo in copertura sistematica. Nella gestione dell'unica vera occasione per il raddoppio è troppo macchinoso nella coordinazione: il centravanti da area avrebbe fatto meglio. Impreciso.
RUGANI, voto 6,5
Resuscitato da un cassetto che sembrava chiuso a doppia mandata, l'ex Juventus dimostra che la qualità non arrugginisce davvero mai. Presidia la zona centrale con ordine, si affianca intelligentemente a Comuzzo anticipando le diagonali di Raspadori, e su sviluppo di calcio d'angolo trova persino il tempo di impensierire Sportiello di testa. Un paio di rilanci lunghi trovano il bersaglio con la precisione di chi ha nel sangue la lettura del momento. Affidabile.
Dal 67' PONGRACIC, voto 6
Entra nel momento in cui la partita smette di avere picchi di intensità e gestisce il finale con il piglio di chi sa che quella del Franchi è probabilmente la sua ultima presenza in viola prima del Mondiale. Nessun errore, qualche intervento puntuale. Ordinato.
COMUZZO, voto 5
Una stagione iniziata con le credenziali del predestinato e chiusa con l'amaro in bocca di chi ha consegnato all'avversario la parità che non meritava. Il difensore toscano vive un periodo di opacità che non riesce a spezzare nemmeno nella partita-congedarsi: timido nell'anticipo, incerto nella gestione del pallone, poi protagonista del momento peggiore all'82', quando nel tentativo di anticipare Scamacca su un traversone di Zappacosta devia nella propria porta vanificando la prestazione di Christensen e i sacrifici di tutto il reparto. Tormentato.
GOSENS, voto 6
Il tedesco interpreta la serata come un compito di ordinaria amministrazione, senza particolari lampi verso la porta avversaria ma con la disciplina difensiva che ci si aspetta da un laterale mancino in una gara senza tensione di classifica. Tiene a bada Bellanova nel primo tempo e non dà mai l'impressione di soffrire più di quanto la situazione richieda. Esce nella ripresa, probabilmente per l'ultima volta con la maglia viola. Applicato.
Dal 76' BALBO, SV
MANDRAGORA, voto 6,5
Gioca fuori posizione, in un ruolo da mediano di raccordo che non è il suo, e tuttavia si muove con il senso del sacrificio di chi sa che il gruppo viene prima del curriculo. È il motore dell'azione che porta al vantaggio viola al 39': riceve, smista, libera il corridoio per la verticalizzazione di Brescianini che innesca Piccoli. Nella ripresa prova anche la giocata personale con una punizione insidiosa che Sportiello devia in angolo con qualche difficoltà. Generoso.
FABBIAN, voto 5,5
Sei mesi alla Fiorentina che non hanno lasciato impronte profonde, e anche questa sera il centrocampista emiliano non riesce a invertire una traiettoria deludente. Il problema non è tecnico ma di lettura: spesso in ritardo sul pressing avversario, lento nel liberarsi del pallone, incapace di costruire soluzioni nei pochi spazi che il 3-4-2-1 dell'Atalanta concede centralmente. Alcune buone intuizioni rimangono lettera morta per imprecisioni nelle conclusioni. Incompiuto.
BRESCIANINI, voto 6,5
Da ex, in una sfida che per definizione ha un sapore diverso, trova la chiave della partita nel modo più naturale possibile: con un'imbucata verticale al 39' che taglia la difesa nerazzurra e lancia Piccoli verso il gol del vantaggio. È un diesel che si scalda con il passare dei minuti e nel secondo tempo comincia a dettare il tempo del possesso viola con maggiore sicurezza. Quella del Franchi potrebbe essere stata la sua ultima recita prima che le strade si separino definitivamente. Lucido.
Dal 67' NDOUR, voto 5,5
Il giovane senegalese entra in una partita che ha già trovato il suo equilibrio e non riesce a incidervi. Poco coinvolto dai compagni, raramente cerca l'uno contro uno che potrebbe essere la sua arma. Mezz'ora senza lasciare traccia. Evanescente.
HARRISON, voto 6,5
L'americano lavora sulla corsia destra con una generosità che va oltre il contratto in scadenza: i suoi cross morbidi trovano raramente un Fabbian pronto a concludere, ma la qualità tecnica del servizio è costante e il ripiegamento difensivo non è mai in discussione. Con ogni probabilità è la sua ultima apparizione al Franchi, e la saluta con dignità. Disponibile.
GUDMUNDSSON, voto 5,5
L'islandese ha attraversato la stagione come un giocatore che insegue sé stesso senza mai ritrovarsi del tutto. Anche al Franchi la storia non cambia: un paio di accensioni nei primi venti minuti, poi il progressivo spegnersi in una prestazione anonima che il pubblico viola punisce con fischi sonori al momento della sostituzione. Il talento è fuori discussione, ma la continuità di rendimento resta il problema irrisolto di una stagione da dimenticare. Intermittente.
Dal 76' SOLOMON, SV
PICCOLI, voto 7
Il gol dell'ex ha la bellezza silenziosa delle cose che arrivano al momento giusto. Al 39', sullo scambio fulmineo innescato da Mandragora e perfezionato da Brescianini, il centravanti trentino si inserisce da posizione defilata con il tempismo di chi ha aspettato a lungo questo momento: il tiro sul primo palo sorprende Sportiello e interrompe un digiuno in campionato durato oltre due mesi. Primo gol in Serie A davanti ai propri tifosi, contro la squadra che lo ha cresciuto. Non c'è copione migliore per un finale di stagione. Liberatorio.
VANOLI, voto 6
Chiude il suo mandato viola con un pareggio che fotografa bene il bilancio di questi mesi: nove vittorie e 38 punti nelle 28 gare sulla panchina gigliata, una salvezza ottenuta con il lavoro discreto di chi ha rimesso in piedi una stagione che rischiava il precipizio. La scelta tattica è conservativa ma coerente con il materiale a disposizione: il 4-3-3 compatto regge fino all'82', quando il fuoco amico di Comuzzo vanifica tutto. Il Franchi lo saluta con gli applausi, risparmiandogli la contestazione. Se questo sia stato davvero il suo ultimo atto sulla panchina viola, o soltanto un arrivederci, lo decideranno i prossimi giorni. Pragmatico.
© Riproduzione riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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