Sulla terra battuta della Cittadella dello Sport di via Gleno, venerdì sera, è scesa la neve di Livigno. Non quella vera, naturalmente, ma quella portata dai ricordi e dai racconti di chi quella neve l'ha solcata a velocità impossibili sotto i cinque cerchi. Il Simone Deromedis che si presenta ai campi bergamaschi del torneo dell'Accademia dello Sport per la Solidarietà è lo stesso che il 21 febbraio scorso ha scritto una pagina indimenticabile dello sport italiano: primo oro olimpico di sempre nello Ski Cross maschile, firmato a Livigno davanti al compagno Federico Tomasoni, argento, in una doppietta azzurra che ha fatto impazzire l'Italia intera.
L'ORO CHE VALE UNA VITA - Deromedis non si è presentato alla Cittadella dello Sport con la medaglia al collo, ma con quella leggerezza disarmante di chi ha finalmente scaricato il peso di un sogno a lungo inseguito. «Sempre bello partecipare a questi eventi, anche se col tennis ho veramente poco a che fare» — ha scherzato il campione trentino — «però ci si mette in gioco, con scopi benefici, e si incontrano anche tanti amici. La stagione in generale è andata alla grande, poi Cortina è stata fantastica: ho azzeccato la gara giusta, sapevo di avere delle chance ma a volte non dipende esclusivamente da te, come era successo a Pechino. Sono onesto: alle Olimpiadi si va per vincere e se non l'avessi fatto mi sarebbe mancato qualcosa. Ora punto alla Coppa del Mondo, ma intanto mi godo la mia medaglia d'oro». Il patron Giovanni Licini, ideatore e anima dell'Accademia, gli ha consegnato un riconoscimento speciale che in cinquant'anni di storia ha visto sfilare campioni di ogni disciplina e generazione.
INNERHOFER, UN AMICO DI VENT'ANNI - Accanto all'oro del 2026 c'era un campione che di Olimpiadi ne conosce più di qualcuno. Christof Innerhofer, altoatesino di Brunico, discesista che a Sochi 2014 conquistò argento e bronzo, frequenta il torneo bergamasco dal lontano 2004: «Allora era già un bell'evento — ha ricordato — qui sono nate belle amicizie, come quella con Giovanni Licini, ed è sempre un'occasione per ritrovarsi con colleghi che non vedo spesso. Sono sempre stato accolto a braccia aperte: l'importante è fare la nostra parte per aiutare a fare del bene». Con lui sul palco anche Oscar Magoni, che conta le proprie partecipazioni alla kermesse a partire dai primi anni Novanta: «Vengo sempre volentieri, mi diverto con tanti amici, mangio bene, complimenti davvero dall'Accademia».
ZORZI, PALA E I SOGNI OLIMPICI DELLA NEVE - Il mondo dello Ski Cross ha portato alla Cittadella bergamasca anche Bartolomeo Pala, tecnico della Nazionale italiana nella specialità: «Arriviamo da una stagione esaltante, con le medaglie olimpiche di Deromedis e Tomasoni. Era difficile aspettarselo, sono sogni che si coltivano già da bambini: poi quando sei lì ci devi provare fino in fondo. È stata una doppietta incredibile e in casa è stato ancora più bello». Tra i suoi atleti c'è anche Edoardo Zorzi, seriano di nascita e figlio adottivo del torneo bergamasco: «Le prime volte che ho partecipato ero solo un bambino, e ora essere uno degli ospiti fa specie. Cinquant'anni sono tanti, è anche difficile riuscire a rinnovarsi sempre e trovare un modo per portare avanti progetti che poi sul territorio si vedono. La mia stagione è stata condita da due podi, uno alla prima gara e uno all'ultima: l'esperienza delle Olimpiadi è stata emozionante, anche se la gara non è andata come speravo». Assenti per infortuni, ma ugualmente presenti con il cuore, gli sciatori Nicolò Molteni e Pietro Zazzi: «È sempre un onore per noi essere al torneo dell'Accademia, anche senza giocare. È lodevole essere riusciti a integrare il mondo dello sport e la solidarietà».
BELLINI E DAMIANI, LA VOCE NERAZZURRA - Tra i premiati della serata non poteva mancare Gianpaolo Bellini, ex capitano e bandiera dell'Atalanta, il giocatore con più presenze in campionato nella storia del club orobico. Il suo sguardo sul calcio è quello di chi ha vissuto la maglia nerazzurra dall'interno per quasi trent'anni: «La squadra ha centrato ancora una volta l'obiettivo Europa, è tanta roba — ha commentato l'ex terzino, oggi allenatore della Primavera atalantina — per me è un piacere partecipare da tanti anni all'iniziativa dell'Accademia e ringrazio Giovanni Licini per aver sempre avuto un pensiero per me: non è scontato né dovuto. Il torneo non è solo una ricorrenza, ma un appuntamento fisso nel nostro anno». Chiude la serata Oscar Damiani, storico agente e grande amico dell'Accademia da vent'anni: «Ogni anno migliora e c'è qualcosa di nuovo. Mi entusiasma sempre, meno entusiasmante è invece il calcio italiano di oggi: nelle coppe e nella Nazionale non stiamo andando bene. Sulla Serie A agli sgoccioli, l'Inter ha vinto il campionato e ha dimostrato di essere molto più forte. Anche la Juve poteva fare meglio. L'Atalanta è entrata nelle coppe: segno che la famiglia Percassi ci sa fare».
IL PROGRAMMA DEL WEEKEND - Dopo la terza serata di premi e racchette, il torneo entra nel vivo del suo momento più atteso. Sabato 23 maggio i campi di via Gleno si animano con il Torneo Bambini Under 12-14 intitolato alla memoria del maestro Giorgio Röhrich. Nel pomeriggio prende il via anche il torneo ufficiale FITP di singolare maschile (Lim. 3.5-1), con un montepremi del valore di 15.000 dollari che si concluderà il 31 maggio: la grande novità di questa edizione dei cinquant'anni, che porta a Bergamo un evento di livello internazionale capace di esaltare in un unico contenitore solidarietà, sport di vertice e comunità.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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