Ci sono giornate in cui il calcio e la solidarietà si mescolano senza forzature, e la cinquantesima edizione del torneo di tennis e padel dell'Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo ne è la dimostrazione perfetta. Sui campi in terra rossa della Cittadella dello Sport sono sfilati in questi giorni sportivi, personaggi dello spettacolo e volti amati dalla tifoseria nerazzurra, trasformando l'evento in un salotto a cielo aperto dove, tra una partita e l'altra, si finisce inevitabilmente a parlare di Atalanta. Tre le bandiere nerazzurre protagoniste di questa prima due giorni: Cristian Raimondi, Massimo Carrera e Valter Bonacina, ciascuno con la propria lettura di una stagione che ha diviso e che ora lascia spazio a domande aperte sul futuro.
RAIMONDI: «PALLADINO GRANDE ALLENATORE E GRANDE PERSONA» - Chi meglio di Cristian Raimondi, membro dello staff tecnico di Raffaele Palladino e figura di riferimento storica a Zingonia, può parlare con cognizione di causa di questa annata nerazzurra? Cristian Raimondi, collaboratore tecnico confermato nello staff dall'inizio della stagione, non si sottrae al confronto e prende le difese del lavoro svolto: «Non scopriamo oggi la nostra passione e ciò che ruota attorno all'Atalanta. Quest'anno non possiamo dire che le cose siano andate male». Sul delicato momento dell'esonero di Ivan Juric, arrivato a inizio stagione dopo una partenza difficile, Raimondi è diretto: «Una sconfitta per tutti, per me per primo. Chiunque arrivi qui deve sentire il calore della gente e deve essere messo nelle condizioni per esprimersi al meglio». L'arrivo di Palladino, racconta, è stato accolto con cura e attenzione: «Mi sono preoccupato di fargli conoscere la città e di cosa voglia dire qui l'Atalanta. Lui ama il dialogo e il confronto continuo, a livello umano è una grande persona oltre che un grande allenatore». Sul futuro del tecnico, Raimondi si era espresso con calore — «Se rimarrà ne sarò felicissimo» — parole pronunciate prima che Palladino si congedasse ufficialmente dall'Atalanta al termine della stagione. Quanto alla Conference League: «Credo che quest'anno attorno all'Atalanta ci sia stato un po' troppo negativismo: siamo arrivati in Conference, un ottimo traguardo che ci consente di rimanere in Europa».
CARRERA: «L'ATALANTA HA IL PALATO FINO, MA SERVE EQUILIBRIO» - Massimo Carrera arriva al torneo con la stessa energia di sempre, complimentandosi innanzitutto con Giovanni Licini per il traguardo dei cinquant'anni dell'Accademia: un appuntamento che cresce di anno in anno e che ha già raccolto oltre tre milioni di euro destinati alla solidarietà bergamasca. Sul campo calcistico, l'ex difensore è lucido e senza retorica: «Penso che l'Inter abbia dimostrato di essere la squadra più forte: è stata la più continua e ha meritato di vincere lo Scudetto». Sull'Atalanta, invece, invita alla prospettiva: «Ha avuto il merito di riuscire ancora una volta a centrare l'ingresso in una coppa europea nonostante la partenza un po' a handicap. È arrivato Palladino che ha fatto un buon lavoro: qualcuno storce il naso perché ormai la società ha abituato a grandi traguardi. Normale che ci si faccia il palato. Non gli si può chiedere di fare ciò che ha fatto Gasperini: è arrivato in corsa, bisogna capire ora se la società avrà la voglia e la pazienza di continuare con lui». Parole, anche queste, pronunciate prima dei saluti ufficiali del tecnico.
BONACINA: «I MUGUGNI NON SONO GIUSTIFICATI, IL SETTIMO POSTO È ONOREVOLE» - La voce più pacata è quella di Valter Bonacina, che prima di tutto rende omaggio all'Accademia: «Grande traguardo per la solidarietà che questa associazione ha portato avanti: è un orgoglio per tutti i bergamaschi». Poi, sul campionato: «Non credo che i mugugni siano giustificati, perché la squadra ha dato il massimo. Magari è mancata un po' di continuità, ma se la sono giocata e il settimo posto è un risultato onorevole. Bisogna sapersi accontentare: non si può arrivare nelle prime quattro posizioni ogni anno». Una chiusura che vale come invito alla misura: il torneo dell'Accademia è da sempre il luogo dove il calcio torna a essere conversazione, non tribunale, e le parole di Bonacina ne incarnano perfettamente lo spirito.
Tre ex nerazzurri, tre voci che amano l'Atalanta senza smettere di guardarla con gli occhi della ragione. Sui campi del torneo si gioca a tennis, ma il vero match, quello sul futuro della Dea, è appena cominciato.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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