Il nome di Maurizio Sarri tiene banco nelle redazioni e nelle radio di tutta Italia. L'ex tecnico della Lazio, ormai ai saluti con i biancocelesti, deve scegliere la destinazione del prossimo capitolo della sua carriera, e il duello tra Napoli e Atalanta si arricchisce ogni giorno di nuove voci, nuovi argomenti, nuove sfumature. Dai microfoni della radio di Tuttomercatoweb, otto esperti di calcio si sono confrontati sul dilemma del Comandante, con opinioni spesso divergenti e tutte meritevoli di ascolto.
LA TESI BERGAMASCA - Tra chi vede nell'Atalanta la scelta più giusta, Stefano Impallomeni è il più convinto: «Bergamo è una nuova sfida, aprirebbe un nuovo ciclo. Sarri ritrova Giuntoli, potrebbe vincere la Conference, può parlare di calcio con i Percassi. È una provincia ricca e una squadra da terzo-quarto posto. Si rimette davvero in una situazione difficile a Napoli?». Una domanda retorica che racchiude il senso del discorso: a Bergamo ci sono le condizioni per costruire senza le pressioni asfissianti di una piazza come quella partenopea. Sulla stessa lunghezza d'onda Fausto Pizzi, diretto e lapidario: «Lo vedrei meglio all'Atalanta. Non sono certo che con questo Napoli, molto spremuto da Conte, possa rendere al meglio».
IL FASCINO IMPOSSIBILE DI NAPOLI - Eppure il richiamo del capoluogo campano è potente, quasi irresistibile, come racconta Fabio Ravezzani: «Sarri ha 67 anni. Allenare il Napoli, come prestigio, dopo una stagione deludente, in un ambiente che conosce — lo stuzzica. Per me alla fine opterà per il clamoroso ritorno». Anche Ricky Buscaglia si dice sorpreso dalla propria stessa analisi: «Non avrei mai creduto all'ipotesi Napoli, invece devo ricredermi. Da spettatore è troppo suggestivo quel ritorno, è cinematografico». Il giornalista frena però sulle aspettative: «Ripetere quel Napoli? Dipende molto dall'estate. Però se viene confermato Lobotka, Sarri torna a giocare con un regista puro dopo anni».
IL NODO TATTICO E IL PIANO ADL - Franco Ordine porta invece il dibattito sul piano industriale, e il suo ragionamento è tra i più articolati del confronto: «Il piano del Napoli è abbattere il monte ingaggi, non confermare alcuni contratti in scadenza come Lobotka e Anguissa, puntare sui giovani. Mi sembra che questo piano si adatti più a Sarri che non quello dell'Atalanta, dove dovrebbe fare solo correzioni in corsa. Lavorare con Cristiano Giuntoli può essere qualcosa di positivo» — come confermano anche — «ma bisogna capire i piani alternativi di De Laurentiis se Sarri dicesse di no. Mi dicono Allegri». Un retroscena che pesa, e che racconta di quanto il Napoli faccia davvero sul serio.
LA QUALITÀ DEI GIOCATORI, TEMA TRASVERSALE - David Di Michele e Arturo Di Napoli spostano il focus sugli uomini a disposizione. Di Michele tesse le lodi del potenziale napoletano: «Sarebbe un grande ritorno. Ha Alisson, Neres, Lang, che possono essere utili, e ritrova un play puro come Lobotka. Se rimangono questi, può divertire». Di Napoli allarga la prospettiva: «Dove lo metti, sta. Se ha giocatori di qualità, può costruire un progetto. Gli è mancato qualche elemento di spessore per attuare la sua filosofia di gioco» — ricordando il precedente di Napoli e i tre anni a Torino — «sia l'Atalanta sia il Napoli hanno giocatori di qualità: potremmo rivedere il vero Sarri».
LA QUESTIONE ANAGRAFICA E PSICOLOGICA - Gianni Bezzi introduce invece la variabile umana, spesso trascurata nel dibattito puramente tecnico: «Gli allenatori come Sarri, con una certa età, poi tornano sul sicuro. Bergamo e Napoli sono piazze importanti, ma io vorrei sapere cosa cerca davvero. Se vuole ambire a traguardi importanti, deve andare a Napoli. A Bergamo può portare avanti un progetto diverso». Giovanni Mussa chiude il cerchio con la riflessione più profonda di tutte: «È una scelta di vita. A Napoli entri in un ambiente che già conosci e devi sistemare delle cose, hai meno lavoro da fare. Uno stimolo meno forte rispetto a Bergamo, dove sarebbe tecnico e padre di un gruppo da formare».
LA POSTA IN GIOCO PER LA DEA - Dietro il dibattito mediatico, la sostanza è questa: Sarri rappresenta per l'Atalanta qualcosa di più di un nome di grido. Significa rompere col passato, cambiare modulo, portare un'identità riconoscibile e spettacolare in un club che dopo anni di difesa a tre ha voglia di reinventarsi. Giuntoli ha già accelerato con un contatto diretto nelle ultime ore, l'offerta economica supera quella del Napoli e la durata del contratto potrebbe essere persino triennale. Bergamo aspetta. E, nel silenzio discreto che contraddistingue la famiglia Percassi, spera che il valzer delle panchine che infiamma il mercato si fermi finalmente sulla Dea.
Otto voci, nessuna certezza. Ma una cosa è chiara: la scelta di Sarri sarà uno degli snodi decisivi dell'estate calcistica italiana. E qualunque cosa decida, ne sentiremo ancora parlare a lungo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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