Chi conosce Roberto Mancini meglio del suo ex agente? A Stile TV, nel corso della trasmissione "Salite sulla giostra", Giorgio De Giorgis ha delineato un ritratto netto e autorevole del tecnico marchigiano, inserendolo in cima alla lista dei candidati ideali per la panchina del Napoli nel dibattito che infiamma il calcio italiano dopo l'addio di Antonio Conte. Un endorsement deciso, senza riserve, che aggiunge un tassello importante alla corsa per il ruolo di allenatore più ambito della prossima stagione.

«MANCINI PUÒ FARE BENE AL NAPOLI E NON SOLO» - De Giorgis non usa mezzi termini: «Mancini può allenare ogni squadra italiana e fare bene. È un vincente di natura, non gioca tanto per giocare, lui vuole vincere, giocando bene. Può fare bene al Napoli e non solo al Napoli». Una fiducia totale nelle capacità del tecnico di Jesi, costruita su anni di frequentazione diretta e di osservazione ravvicinata. Un profilo che, nella lettura dell'ex agente, non conosce contesti ostili: solo sfide da affrontare e, possibilmente, da vincere.

L'EFFETTO ARABIA E LA "PANCIA PIENA" - De Giorgis affronta anche il tema più spinoso legato alla candidatura di Mancini: quello dell'esperienza recente in Arabia Saudita, all'Al-Qadsiah, conclusa con risultati deludenti. «Non credo abbia la pancia piena — chiarisce —. Credo che in Arabia si perda un po' di quella cattiveria che si ha in Italia, anche in ogni allenamento, perché vai in campo, fai quattro gol e la chiudi. Poi, se capiti nella società giusta, reagisci subito. Probabilmente Stefano Pioli non ci è riuscito, ma non credo che l'Arabia ti riempia la pancia». Roberto Mancini aveva già dichiarato pubblicamente che lasciare l'Italia era stato un errore: un'autocritica rara nel mondo del calcio, che De Giorgis legge come conferma della voglia autentica di tornare a misurarsi con una big del nostro campionato.

AMBIZIOSO, MA MAI DIFFICILE CON LA SOCIETÀ - Roberto Mancini è uno che vuole sempre i giocatori migliori, ma che non ha mai fatto «casino» nelle società in cui ha lavorato: è la sintesi che emerge dal racconto di De Giorgis, che disegna un allenatore capace di coniugare esigenze tecniche e intelligenza relazionale. «Va molto d'accordo con i presidenti. Vuole fare una squadra forte, se può mettere la sua parola nella scelta dei giocatori la fa perché è certo di non sbagliare. Ma non è mai stato uno che crea problemi in società». Un equilibrio raro, che in un ambiente come il Napoli — abituato a rapporti spesso turbolenti tra proprietà e tecnico — potrebbe fare la differenza.

IL VOTO FINALE: MANCINI AL PRIMO POSTO - Il giudizio di De Giorgis è tranchant: nella corsa alla panchina partenopea che vede in pole Mancini e Conte come i profili più esperti e titolati, l'ex agente non ha dubbi su chi mettere davanti a tutti. «Voto per Mancini sulla panchina del Napoli, lo colloco al primo posto. Ha l'esperienza per poter allenare una big. È anche uno che fa bene entrando a gara in corso, uno che sa leggere le situazioni. Tra i nomi in lista, Allegri e Mancini sono quelli più esperti». E poi la chiusura, che racchiude tutto: «Il calcio è la vita di Mancini, è nel suo DNA. Sa quello che deve fare».

Parole di chi lo ha rappresentato, visto dall'interno e accompagnato nelle scelte di carriera. Il curriculum di Mancini parla da solo, ma quando a parlare è chi lo conosce davvero, le parole pesano ancora di più.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Gio 21 maggio 2026 alle 21:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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