Quando Claudio Lotito si ferma davanti ai microfoni, le mezze misure non esistono. Il presidente della Lazio e senatore della Repubblica ha risposto ai cronisti in attesa fuori da Montecitorio, toccando tutti i temi caldi del momento: il futuro di Maurizio Sarri, la lettera polemica del cantante Tommaso Paradiso, il rapporto logorato con la tifoseria e il progetto stadio che, nelle sue parole, trasformerà il club biancoceleste in una società «immortale e indipendente».

SU SARRI, SILENZIO TATTICO - La domanda più attesa era quella sul futuro dell'allenatore, il cui addio alla Lazio è ormai considerato praticamente certo negli ambienti del calcio italiano, con Maurizio Sarri che nelle ultime ore ha già aperto pubblicamente alla separazione. Lotito non si sbottona, ma la risposta è già di per sé eloquente: «Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui. L'allenatore ha un contratto con noi, punto». Un muro di gomma che non smentisce né conferma, ma che lascia intendere come i rapporti tra i due siano ormai ridotti ai minimi termini. Basta rimandare la palla a Sarri, senza nemmeno citarlo per nome, per raccontare una distanza che non è più solo tecnica.

PARADISO? «NON SO CHI SIA» - Claudio Lotito è poi stato incalzato sulla lettera pubblica firmata da Tommaso Paradiso, il frontman dei Thegiornalisti e noto tifoso biancoceleste, che nei giorni scorsi aveva attaccato duramente la gestione del club. La risposta è disarmante nella sua semplicità: «Io non leggo niente, non ascolto la musica, non ho tempo. Dormo tre ore a notte e lavoro 21 ore al giorno. Paradiso? Non so chi sia». Un'alzata di scudi che, volente o nolente, trasforma l'ignoto in una categoria difensiva.

I TIFOSI E I VENT'ANNI DI PRESIDENZA - Sul difficile rapporto con la tifoseria – che nelle ultime settimane ha raggiunto livelli di tensione molto elevati – Lotito risponde con il bilancio di una presidenza ventidueenne: «Sono 22 anni che faccio il presidente, ho vinto sei trofei, ho riportato la squadra in Europa, ci può essere anche una stagione che va meno bene» – raccoglie LaLazioSiamoNoi.it –. Un consuntivo che il patron biancoceleste considera sufficiente a giustificare qualsiasi momento di difficoltà, con l'invito implicito ai tifosi a guardare il quadro d'insieme piuttosto che il singolo fotogramma.

IL PIANO DA MILIARDI: FLAMINIO, NASDAQ E L'IMMORTALITÀ DELLA LAZIO - È però sul progetto futuro che Lotito ingrana la marcia più alta, elenco di numeri alla mano. Il piano di quotazione al Nasdaq di New York porterà a una capitalizzazione di un miliardo e mezzo di euro, destinata a salire fino a tre miliardi con lo stadio di proprietà. Il Flaminio — il cui progetto è già stato presentato all'amministrazione comunale — garantirà, nelle previsioni del presidente, almeno 80-100 milioni di ricavi aggiuntivi all'anno grazie a tutte le attività collaterali. Solo il naming rights dell'impianto frutterà 15 milioni l'anno: in quindici anni, 225 milioni complessivi, sufficienti a ripagare integralmente l'investimento. «Sto lavorando per rendere la società autonoma, immortale e indipendente», ha chiuso Lotito. Parole che arrivano mentre l'Atalanta ha già fatto pervenire a Sarri la propria intenzione di andare all-in sul tecnico toscano per la panchina della prossima stagione, rendendo il valzer delle decisioni ancora più urgente per tutti i protagonisti.

Tre ore di sonno per notte, 22 anni di presidenza e un miliardo e mezzo sul tavolo. Lotito non fa mai le cose a metà. Nel bene e nel male.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Gio 21 maggio 2026 alle 00:25
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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