La settimana più lunga del mercato allenatori si chiuderà lunedì. Maurizio Sarri ha deciso di prendersi ancora qualche ora prima di comunicare ufficialmente la propria scelta sul futuro: i contatti con l'Atalanta nelle ultime ore hanno prodotto uno slittamento della decisione a fine campionato, quando il tecnico toscano incontrerà Claudio Lotito per fare il punto della situazione e, con ogni probabilità, per dirsi addio. Solo dopo quel colloquio, Sarri potrà dire sì a chiunque.
DUE RAGIONI DIETRO LO SLITTAMENTO - Il rinvio non è casuale e risponde a una logica precisa. Prima di tutto c'è una questione di rispetto istituzionale: è corretto attendere il triplice fischio dell'ultima giornata prima di prendere una direzione che cambierà la propria carriera e le sorti di una panchina importante. In secondo luogo, Sarri è ancora legato alla Lazio da un contratto fino al 2028: non può pronunciare alcun sì definitivo prima di aver risolto quel vincolo contrattuale con il club biancoceleste. Una liberatoria che dovrà essere negoziata, e che passa necessariamente per il dialogo con Lotito.
SORPASSI E CONTROSORPASSI IN POCHE ORE - Il quadro delle ultime ore è stato però tutt'altro che statico. Da un lato, il Napoli — che nelle settimane scorse era stato il club più attivo nella corsa al tecnico — ha aperto il proprio dossier anche ad altri profili: attenzione alla candidatura di Massimiliano Allegri, in bilico al Milan, e a quella di Vincenzo Italiano. Questa apertura a soluzioni alternative ha dilatato i tempi di risposta che Sarri non intende aspettare. Dall'altro lato, Maurizio Sarri ha ricevuto dall'Atalanta una proposta diretta e concreta, veicolata attraverso l'intermediazione del prossimo direttore tecnico nerazzurro: Cristiano Giuntoli, il cui arrivo a Bergamo è ormai dato per definito, ha già chiaro chi è il primo obiettivo per la panchina, e il nome è uno solo.
IL NODO GIUNTOLI E IL TRIENNALE SUL TAVOLO - Cristiano Giuntoli e Sarri condividono un passato di successo costruito a Napoli, e quella stima reciproca è oggi il principale canale attraverso cui la trattativa si muove. L'Atalanta ha messo sul tavolo un contratto triennale: la stessa durata che era stata proposta a Raffaele Palladino dopo il pesante 1-6 subito contro il Bayern Monaco in Champions League. Un segnale che la società bergamasca è disposta a investire sul progetto con continuità e ambizione, senza mezze misure.
LUNEDÌ, IL GIORNO DELLA VERITÀ - l'Atalanta è fiduciosa di poter chiudere l'affare, mentre il Napoli al momento osserva dalla finestra dopo i contatti delle scorse settimane. Tutto dipenderà dalla fretta — o meglio, dall'insofferenza — di Sarri verso le incertezze partenopee. Il tecnico toscano non ama i tempi morti: se Bergamo accelera e Napoli temporeggia, la bilancia potrebbe inclinarsi rapidamente. Lunedì si capirà tutto.
Una panchina, due pretendenti, un tecnico che vuole certezze. Il valzer delle panchine più atteso dell'estate entra nelle ultime ore decisive.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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