L'Atalanta ha conquistato la Conference League e ora può finalmente guardare avanti. La qualificazione europea rappresenta il punto di partenza da cui prenderà forma la stagione che verrà, quella della rifondazione. Prima ancora di parlare di acquisti, però, il club nerazzurro deve fare i conti con ciò che lascerà: la probabile uscita di Tony D'Amico dalla direzione sportiva — con Cristiano Giuntoli sempre più vicino a prenderne il posto — e la separazione quasi certa da Raffaele Palladino, il cui futuro a Bergamo appare ormai tramontato nonostante un contratto valido fino al 30 giugno 2027. Solo quando queste caselle saranno riempite si potrà ragionare davvero sul mercato. Ma intanto qualche riflessione è già possibile.
EDERSON, ADDIO CON I FIOCCHI - Il primo e più importante dossier in uscita porta il nome di Ederson. Il centrocampista brasiliano andrà in scadenza tra un anno, e la sensazione è che questa sia l'estate giusta per monetizzare — scrive La Gazzetta dello Sport — prima di perdere ogni leva contrattuale. Il pretendente più agguerrito è il Manchester United: i Red Devils, tornati in Champions League, hanno già stretto un accordo di massima con l'entourage del giocatore e ora devono trovare la quadra con l'Atalanta sul prezzo. La valutazione nerazzurra parte da 50 milioni di euro, cifra che può rappresentare il punto di partenza della trattativa. La volontà di Ederson è sempre stata chiara: se avesse dovuto lasciare Bergamo, la Premier League era la destinazione dei suoi sogni. Per questo l'Atletico Madrid — che aveva pressato con insistenza a gennaio — è stato scavalcato dallo United, ora in pole per strappare il brasiliano alla Serie A con un assalto da 50 milioni. Con la sua eventuale cessione, l'Atalanta dovrà intervenire con forza in mediana, ma quella sarà una decisione da prendere di concerto con il nuovo direttore sportivo e con il nuovo allenatore.
IL REBUS SAMARDZIC - Restando a centrocampo, la posizione di Lazar Samardzic è quella più difficile da decifrare. L'investimento effettuato dall'Atalanta per portarlo a Bergamo è stato significativo — circa 20 milioni di euro — ma in due stagioni il serbo non ha mai trovato la continuità che ci si aspettava da lui. Il talento non è in discussione: è la capacità di essere determinante con regolarità che ha creato dubbi. Il suo futuro dipenderà in larga parte da chi verrà a guidare la squadra: un nuovo allenatore potrebbe rivalutarne le caratteristiche oppure confermarne la marginalità. Per ora il destino resta sospeso, in attesa che le caselle più importanti vengano definite.
MUSAH SALUTA, BAKKER CHIUDE - Ben più lineare la situazione di Yunus Musah. Lo statunitense è arrivato in prestito dal Milan con un diritto di riscatto fissato intorno ai 23 milioni: una cifra che, alla luce di soli 735 minuti giocati e due reti all'attivo, l'Atalanta non ha intenzione di versare. Il riscatto non verrà esercitato e Musah tornerà a Milanello. Sul fronte delle uscite dei giocatori di lunga data, anche Mitchel Bakker sembra vicino a scrivere la parola fine alla sua avventura nerazzurra. L'olandese ha trascorso la stagione quasi interamente in panchina — solo 8 minuti collezionati in tutto — dopo aver faticosamente recuperato dall'infortunio subito la scorsa estate. Senza continuità e senza un ruolo definito nel progetto, l'estate potrebbe rappresentare per lui l'occasione di ripartire altrove, con un progetto che lo rimetta al centro.
UNA RICOSTRUZIONE CHE PARTE DALLE BASI - Il quadro complessivo disegna un'Atalanta pronta all'anno zero, con Zingonia che cambia pelle dalla panchina alla dirigenza fino al centrocampo. È una rifondazione vera, non un semplice restyling: cambierà chi guida il mercato, cambierà chi allena, cambieranno almeno tre pedine pesanti del centrocampo. Rimane il progetto, rimane la filosofia, rimane la famiglia Percassi a custodire il modello che ha portato la Dea dall'anonimato alla ribalta europea.
IL PREMIO BREMBO E L'ALTRO VOLTO DELLA DEA - In mezzo alle manovre di mercato, ieri l'Atalanta ha preso parte al Premio Brembo dedicato al settore giovanile nerazzurro, con Luca Percassi sul palco davanti a oltre 500 ragazzi. L'amministratore delegato ha colto l'occasione per ribadire la filosofia del club: «Non abbandonate gli studi. Il nostro obiettivo è formare in primis la persona, e poi l'atleta, in modo che questo possa aiutarvi anche nella vita. I ragazzi dell'Atalanta vengono cresciuti così, e grazie a questo sono unici, diversi da tutti gli altri». Una dichiarazione d'intenti che trascende il calciomercato e ricorda perché questo club è diverso da quasi tutti gli altri.
L'estate della svolta è alle porte. Pochi giorni ancora e i Percassi apriranno la tavola rotonda decisiva: chi siede sulla panchina e chi gestisce il mercato determinerà tutto il resto. Nel frattempo, la lista delle partenze è già scritta. Mancano solo le firme.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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