Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Nella cornice del Teatro San Carlo, al fianco del presidente Aurelio De Laurentiis e del direttore sportivo Giovanni Manna, il tecnico si è presentato ai tifosi con una dichiarazione d'amore per la piazza: «una città pazzesca e molto passionale, sono venuto apposta per restituire qualcosa al Napoli».

GLI OBIETTIVI E LA CHAMPIONS - Nessun timore nel fissare l'asticella. Allegri ha messo subito in chiaro le ambizioni: «vogliamo lavorare con grande professionalità per arrivare a marzo dentro a tutti gli obiettivi: campionato, Champions e Coppa Italia». Un pensiero speciale è andato al ritorno nella massima competizione europea, che gli manca da tre anni, e al peso della stagione del centenario: un traguardo che, ha ammesso, porta con sé «una responsabilità in più».

IL NODO DE BRUYNE - Sui big non si è sbilanciato, fedele a un principio appreso «da un vecchio allenatore»: finché non li allena, giudicare è difficile. Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne arriveranno il 5 agosto, dopo McTominay e Noa Lang, e solo allora il tecnico scioglierà i dubbi sulla posizione del belga: «fatemelo vedere e fatemelo allenare, di sicuro è un giocatore che sa giocare bene a calcio ed è già un vantaggio». Poi l'elogio pieno: fino all'infortunio De Bruyne era stato «molto utile al Napoli» e, a prescindere dall'impiego avuto con Antonio Conte, resta «un calciatore straordinario».

HØJLUND E LA PORTA - Soddisfazione, invece, per Rasmus Højlund: «è un grande attaccante, sono contento di allenarlo. L'anno scorso l'ho scansato, quest'anno invece l'ho preso», ha scherzato. Sul fronte portieri, nessuna gerarchia già scritta: «ci sarà un primo e un secondo, ma vedrò nel corso dei ritiri».

LA FILOSOFIA DEL TECNICO - Spazio anche alla sua idea di calcio. Allegri ha rivendicato con orgoglio l'etichetta di aziendalista — «per me è un complimento» — e ha ribadito l'importanza dell'equilibrio: «la difesa è importante tanto quanto centrocampo e attacco». Sui numeri, la posizione è netta: «il calcio è roba di campo e non di dati, i dati confermano quello che vediamo sul campo». Sul modulo, infine, massima flessibilità: «in base ai giocatori che ho a disposizione posso giocare con più moduli».

Nessuno spiraglio, poi, sulle voci di un possibile futuro sulla panchina della Nazionale: «non ho assolutamente avuto contatti con la Federazione». La testa, adesso, è tutta sul Napoli: da domani, con i primi test, comincia davvero l'era Allegri.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 13:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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