Il futuro della Nazionale italiana, reduce dalla dolorosa separazione tecnica con Gennaro Gattuso, potrebbe tingersi di una sfumatura clamorosa e inaspettata. Al centro dei sogni e dei pensieri della Federcalcio c'è infatti il nome di Pep Guardiola, l'allenatore che ha riscritto le regole del calcio moderno e che oggi, dal suo trono dorato al Manchester City, guarda con sempre maggiore nostalgia al nostro Paese. Una suggestione vertiginosa che fa tremare i polsi a tutti gli appassionati della Penisola, pronti ad accogliere un'icona mondiale.
IL LEGAME INDISSOLUBILE CON L'ITALIA E LA SCELTA DI CUORE - Non è un mistero che il tecnico catalano conservi un ricordo dolcissimo dei suoi trascorsi tra le fila di Brescia e Roma. Una passione viscerale, condivisa intimamente con il suo storico braccio destro Manuel Estiarte, indimenticato fuoriclasse di pallanuoto proprio nelle nostre piscine. Già in tempi non sospetti, sul palco del Festival dello Sport nel 2018 al fianco di Carlo Ancelotti e Arrigo Sacchi, alla provocazione su un futuro in azzurro rispose con un sibillino e possibilista: «Perché no?». – come rivela La Gazzetta dello Sport – l'aspetto economico non rappresenterebbe minimamente uno scoglio insormontabile: per l'ex Barcellona sarebbe una purissima scelta romantica, il modo perfetto per allentare la morsa dello stress dei club e riabbracciare una cultura che non ha mai smesso di amare.
L'ASSALTO ALLA PREMIER E GLI SCENARI INTERNAZIONALI IN BILICO - Prima di poter tessere le tele diplomatiche vere e proprie, tuttavia, c'è un presente agonistico da onorare fino in fondo. Il manager è attualmente focalizzato sulla titanica rincorsa alla sua settima Premier League in dieci anni, ingaggiando un duello rusticano con l'Arsenal del suo ex allievo Mikel Arteta, e sulla cruciale semifinale di FA Cup contro il Southampton. Alzare questi ulteriori trofei significherebbe avvicinarsi pericolosamente ai record ritenuti irraggiungibili di Sir Alex Ferguson. Eppure, le voci di un suo imminente addio a fine ciclo in Inghilterra si fanno sempre più assordanti. Le panchine di Inghilterra e Brasile, un tempo papabili vie di fuga, sono state blindate da rinnovi a lungo termine siglati rispettivamente da Thomas Tuchel e dallo stesso Ancelotti, spianando virtualmente la strada all'opzione tricolore.
LA CHIAMATA DELLA FIGC E IL PARALLELO OROBICO - Il prossimo ventidue giugno la Figc nominerà un nuovo presidente, e la priorità assoluta in cima all'agenda potrebbe coincidere proprio con una fatidica telefonata Oltremanica. Un'idea audace, sponsorizzata apertamente anche da Leonardo Bonucci, convinto che un profilo di tale stratosferica levatura servirebbe a tracciare un taglio netto e provvidenziale col passato. L'approdo in azzurro del catalano porterebbe una ventata di calcio totale e dominio territoriale: princìpi tattici all'avanguardia che esalterebbero inevitabilmente le qualità di innumerevoli talenti, molti dei quali svezzati ed esaltati quotidianamente da Raffaele Palladino all'interno della New Balance Arena. L'Atalanta ha dimostrato che un'estetica dominante e vincente è possibile anche alle nostre latitudini: ora tocca alla Nazionale tentare l'aggancio all'utopia.
Che il passaggio dal celeste di Manchester al fascino dell'azzurro diventi la trattativa del secolo o sfumi all'ultimo miglio, il solo fatto di puntare con convinzione al genio della panchina restituisce linfa vitale a un movimento calcistico disperatamente affamato di un prestigioso rilancio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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