La suggestiva e imminente finalissima di Coppa Italia che vedrà protagoniste l'Inter e la Lazio riporta prepotentemente le lancette dell'orologio indietro di oltre due decenni. L'atto conclusivo del torneo non rappresenta infatti una prima assoluta per queste due blasonate corazzate, ma rievoca un precedente storico affascinante e ricco di spunti statistici che infiamma già l'attesa di tifosi e addetti ai lavori.
L'INCROCIO DEL DUEMILA E I SOGNI OROBICI INFRANTI - L'unico scontro diretto in una finale tra i meneghini e i capitolini risale alla lontana annata 1999-2000, una stagione calcistica letteralmente indimenticabile che vide i romani centrare anche lo storico traguardo dello scudetto. Una battaglia epica che si sviluppò sulla distanza dei centottanta minuti, un format d'altri tempi che oggi lascia invece spazio alla sfida secca. C'è inevitabilmente un grande rammarico per la compagine guidata da Raffaele Palladino: dopo aver accarezzato il sogno e sfiorato l'impresa nel caldissimo catino della New Balance Arena, la squadra bergamasca è oggi costretta a osservare da spettatrice questa riedizione di un grande classico del nostro calcio, sfumato proprio sul più bello alla lotteria dei rigori.
LA RIMONTA ALL'OLIMPICO E LE STELLE IN CAMPO - La memoria sportiva corre inesorabilmente alla vibrante gara di andata disputata all'ombra del Colosseo. I milanesi partirono con il piede premuto sull'acceleratore, sbloccando rapidamente le marcature grazie al formidabile talento dell'olandese Clarence Seedorf. L'undici di casa, tuttavia, ebbe la forza nervosa e tecnica di ribaltare l'inerzia del match. A firmare il memorabile e decisivo due a uno furono due autentiche leggende del calcio internazionale: prima la furia ceca Pavel Nedved e, successivamente, la grinta indomita dell'argentino Diego Pablo Simeone, i quali consegnarono ai romani un vantaggio preziosissimo in vista dell'imminente gara di ritorno.
IL MURO DI SAN SIRO E LA CACCIA ALLA STELLA D'ARGENTO - Il secondo e ultimo atto della contesa, andato in scena alla Scala del Calcio, si rivelò un vero e proprio capolavoro difensivo e tattico da parte dei biancocelesti. Lo zero a zero inchiodato sul tabellone luminoso di San Siro permise alla squadra laziale di ammutolire il tifo avversario e sollevare al cielo la sua terza coppa nazionale, un palmares che negli anni successivi si è arricchito costantemente fino a toccare l'attuale quota di sette trionfi. Sull'altra sponda, l'obiettivo dell'attuale schieramento nerazzurro è altrettanto prestigioso e carico di motivazioni feroci: la capolista del campionato va infatti a caccia della fatidica decima affermazione, un traguardo storico che le consentirebbe di cucirsi sul petto l'ambita stella d'argento.
«La storia è destinata a ripetersi o a essere riscritta?», si domandano trepidanti gli addetti ai lavori. Novanta minuti di fuoco sono pronti a emettere la sentenza definitiva e ad aggiornare una rivalità senza tempo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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