Il vuoto di potere creatosi in seno alla Federcalcio dopo le dimissioni di Gabriele Gravina ha scatenato una vera e propria partita a scacchi ai vertici del nostro movimento sportivo. I due principali candidati alla successione, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, si sono ritrovati incredibilmente spalla a spalla in una serata romana dai contorni surreali, un evento che ha mescolato vecchie amicizie istituzionali alle imminenti, spietate manovre per la conquista del potere assoluto.

LE STRANEZZE DEL CALENDARIO E L'INVITO A CENA - L'incontro si è consumato nelle eleganti sale dell'hotel Parco dei Principi, in occasione di un incontro del Canova Club dedicato al bilancio e alle prospettive delle Olimpiadi di Milano-Cortina. La vera stranezza della vicenda risiede interamente nelle tempistiche: la serata era stata pianificata ben prima della tragica notte del 31 marzo, data in cui l'Italia ha visto sfumare per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali per mano della Bosnia. L'aneddoto più affascinante, però, è che a firmare l'invito ufficiale per l'ospite d'onore sia stato proprio il presidente del circolo, ovvero lo stesso Abete, ignaro del fatto che di lì a poche settimane il suo illustre commensale si sarebbe trasformato nel suo principale e temibile rivale per la leadership calcistica nazionale.

CLIMA DISTESO TRA DIPLOMAZIA E OLIMPIADI - Nessun gelo e nessun imbarazzo hanno però turbato l'atmosfera dell'evento. L'ex numero uno del Coni si è presentato con ampio anticipo, accolto in maniera impeccabile dal padrone di casa. I due futuri contendenti si sono accomodati a brevissima distanza durante la cena, condividendo un menù sobrio a base di fusilli alle zucchine e pesce con contorno di verdure, scambiandosi sorrisi e cordialità. Dopo il pasto, l'attenzione si è spostata sull'intervento dell'ospite, incentrato sul formidabile impatto strategico ed economico dei Giochi Invernali per l'intero sistema Paese. Una vigorosa stretta di mano finale ha poi suggellato un fair play istituzionale inappuntabile, un elegante preludio a battaglie politiche ben più aspre.

IL VALZER DELLE ALLEANZE E IL VERTICE DECISIVO - Archiviata la parentesi conviviale e i recenti colloqui esplorativi con Matteo Marani, guida della Lega Pro, il terreno di scontro si sposta ora sulla caccia pura e semplice ai consensi. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – la giornata odierna sarà campale: i due sfidanti incontreranno a Roma i vertici dell'Assocalciatori, rappresentata da Umberto Calcagno, e dell'Assoallenatori, guidata da Renzo Ulivieri. Sul piatto della bilancia balla un pesantissimo trenta percento dei voti assembleari, matematicamente diviso tra il venti dei giocatori e il dieci dei tecnici. Numeri che diventano di vitale importanza soprattutto per l'ex capo dello sport italiano, forte del sostegno della Serie A ma ansioso di ampliare la propria base elettorale per contrastare il granitico trentaquattro percento attualmente detenuto dai Dilettanti, capitanati dal suo avversario.

Con la scadenza per la presentazione ufficiale delle candidature fissata inderogabilmente al 13 maggio, il tempo delle cene di gala è ormai agli sgoccioli. La diplomazia del bon ton lascerà a breve spazio alla calcolatrice, in una sfida elettorale spietata che deciderà le sorti e la possibile rinascita di un movimento calcistico mai così profondamente ferito.

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Sezione: Serie A / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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