Il miracolo sportivo e progettuale dell'Atalanta Under 23 è a novanta minuti dal suo potenziale, esaltante compimento. La formazione giovanile nerazzurra si ritrova all'ultima e decisiva giornata di campionato con la concreta possibilità di staccare un pass per i playoff, centrando un clamoroso tris consecutivo in altrettante partecipazioni. Un traguardo che assumerebbe i contorni dell'epica, considerando che la squadra è in assoluto la più "verde" dell'intera Serie C e battaglia nel girone meridionale, unanimemente riconosciuto dagli addetti ai lavori come il raggruppamento più infernale e ostico della categoria. La dirigenza ha stravinto la sua scommessa, evitando le sabbie mobili della zona retrocessione (un incubo vissuto ad esempio dal Milan Futuro) e blindando la salvezza con largo e rassicurante anticipo.

LA LINEA VERDE ESTREMA E IL CAMBIO DI ROTTA - I vertici orobici hanno deciso scientemente di percorrere la strada più impervia ma infinitamente più affascinante. Dopo l'addio di Francesco Modesto, la guida tecnica è stata affidata a Salvatore Bocchetti, un allenatore dal profilo spiccatamente futuribile, scartando a priori l'opzione di affidarsi a un navigato "volpone" di categoria. L'obiettivo primario era e resta inequivocabile: la cura e la valorizzazione del prodotto locale. I numeri stagionali certificano il trionfo assoluto di questa visione, con quasi l'ottanta percento dell'organico plasmato fin dalle fondamenta sui campi del vivaio. Le uniche, oculate eccezioni in entrata per completare la rosa rispondono ai nomi di prospetti purissimi sbarcati negli ultimi dodici mesi: Navarro, Pounga, Plaia, Levak, Misitano e Zanaboni. Domenica questo laboratorio di puro talento affronterà per ironia della sorte il Catania, ovvero il roster anagraficamente più anziano dell'intero torneo.

IL CONFRONTO IMPIETOSO CON LE FILOSOFIE ALTRUI - Per misurare l'eccezionalità dell'impresa bergamasca è sufficiente volgere lo sguardo alle strategie adottate dalle storiche rivali del Nord. L'Inter Under 23, affidata all'esperienza di Stefano Vecchi, cova speranze di playoff appoggiandosi pesantemente su quattro fuori quota abbondantemente over ventinove come Melgrati, Prestia, Fiordilino e La Gumina, senza contare una pioggia di prestiti e acquisti. Percorso concettualmente simile per la Juventus Next Gen dell'ex Massimo Brambilla: i bianconeri hanno centrato l'obiettivo appoggiandosi all'usato sicuro di Scaglia e Guerra, in una rosa rivoluzionata da ben nove innesti dal mercato. – come analizza L'Eco di Bergamo – l'approccio a Zingonia è diametralmente opposto: l'età media crolla alla vertiginosa soglia dei 21,1 anni, impreziosita da lampi di precocità clamorosa come l'inserimento del classe 2008 Federico Steffanoni nel girone statisticamente più vecchio d'Italia.

L'ANIMA NERAZZURRA E I FUORI QUOTA FATTI IN CASA - Anche la gestione dei giocatori più "esperti" narra una fiaba di sconfinato senso di appartenenza. I fuori quota a disposizione dell'allenatore campano non sono mercenari assoldati per salvare la categoria, ma figli devoti della maglia. Bergonzi e Ghislandi (classe 2001), Cortinovis e Panada (2002) respirano l'aria del centro sportivo da quasi vent'anni. Storie di fedeltà e appartenenza che abbracciano anche Vismara, Guerini e il fedelissimo Idele, ragazzi cresciuti unicamente con il nerazzurro cucito sul petto. È la prova schiacciante di come la Dea sappia coltivare i suoi gioielli per poi proiettarli un domani sul prestigioso palcoscenico della New Balance Arena alla corte di Raffaele Palladino, seguendo fedelmente le orme luminose tracciate da Palestra e Bernasconi.

Un laboratorio romantico e spietatamente efficace, che aspetta l'ultimo atto per incorniciare una stagione da tramandare ai posteri e confermare che il talento, se protetto, non ha bisogno di carte d'identità pesanti per sognare in grande.

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Sezione: Under 23 / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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