Smaltita la tremenda delusione per l'uscita di scena dalla Coppa Italia, il gruppo nerazzurro ha il dovere categorico di rialzare la testa e gettarsi a capofitto sul campionato per blindare l'Europa. L'uomo copertina di questo delicatissimo rush finale non può che essere Nikola Krstovic, l'assoluto trascinatore di un duemilaventisei vissuto a mille all'ora. Il centravanti montenegrino ha saputo sovvertire le gerarchie iniziali dettate da Raffaele Palladino, trasformandosi da semplice alternativa offensiva a pilastro imprescindibile, conquistando la titolarità a suon di grinta, sacrificio e marcature pesantissime.

LA DOPPIA CIFRA E I MOSTRI SACRI - L'ex attaccante del Lecce ha da poco infranto il fatidico muro della «doppia cifra» in campionato, un traguardo di estremo prestigio che lo proietta di diritto nell'Olimpo statistico della società lombarda. Analizzando minuziosamente i dati degli ultimi quarantadue anni, il numero novanta risulta essere l'undicesimo centravanti capace di raggiungere almeno le dieci reti alla sua primissima annata vissuta all'ombra di Città Bassa. Un battesimo del fuoco superato a pieni voti, che certifica l'eccezionale impatto nel sistema di gioco atalantino.

IL POKER STRANIERO E I TEMPI RECORD - Restringendo il campo di analisi ai soli giocatori provenienti da oltre confine, la punta balcanica si siede al tavolo dei grandissimi. È infatti il quarto straniero a timbrare un simile ruolino di marcia al debutto, inserendosi in un filone d'oro inaugurato dal brasiliano Evair e proseguito magistralmente da vere e proprie icone come German Denis e Duvan Zapata. Per tagliare questo ambito nastro, il bomber ha impiegato trentatré giornate, bruciando sul tempo le tempistiche d'esordio di celebri colleghi: ha infatti impiegato meno turni rispetto a Simone Tiribocchi (trentaquattro), Gianluca Scamacca (trentacin5) e Riccardo Zampagna (trentasei).

L'ESPLOSIONE NEL GIRONE DI RITORNO - Il vero capolavoro agonistico si è però materializzato nella seconda metà della stagione, dove l'istinto killer sotto porta ha toccato vette d'assoluta eccellenza. Nelle gare del girone di ritorno, l'attaccante ha già gonfiato la rete in ben otto occasioni. Nelle statistiche storiche legate agli esordienti, soltanto cecchini implacabili del calibro di Mateo Retegui (tredici centri nella passata stagione), Zapata (quattordici) e Filippo Inzaghi (dodici) hanno saputo fare meglio di lui in questa specifica frazione di torneo. Il montenegrino si è lasciato comodamente alle spalle i parziali del ritorno di Scamacca e Zampagna (fermi a quota 7), Maurizio Ganz (6), Tiribocchi (5), fino ad arrivare a Nicola Ventola e Denis (4) e ad Evair (3).

Adesso, con traguardi ancora tutti da scrivere e un finale di stagione da vivere col fiato sospeso nel catino incandescente della New Balance Arena, le speranze del popolo bergamasco passano inevitabilmente dalla fame inesauribile del suo nuovo idolo offensivo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 18:25
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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