Il capolavoro finale di Guardiola e la clamorosa tentazione azzurra: l'Italia sogna il colpo del secolo
Il mondo del pallone trattiene il fiato in attesa di una decisione che potrebbe stravolgere le gerarchie del calcio continentale e, di riflesso, anche quelle di casa nostra. La concentrazione di Pep Guardiola è attualmente focalizzata sull'infuocato rush finale d'Oltremanica, tra la delicatissima semifinale di FA Cup contro il Southampton e l'imminente volata in Premier League contro l'Arsenal, ma il rumore di fondo su un suo possibile, imminente addio al Manchester City si fa sempre più assordante. E all'orizzonte prende improvvisamente corpo una suggestione che sfiora i confini del sogno proibito per l'intero movimento: la panchina della Nazionale italiana.
L'EREDITÀ INGLESE E IL PIANO B DEI CITIZENS - Trasformare un club dalle immense disponibilità economiche ma privo di reale blasone internazionale in un colosso assoluto del calcio europeo rappresenta, senza dubbio, il più grande capolavoro della carriera dell'allenatore catalano. Nonostante un faraonico contratto da venticinque milioni di euro annui in scadenza nel duemilaventisette, l'ipotesi che il ventiquattro maggio possa calare definitivamente il sipario su questa fortunata epopea appare sempre più concreta. La dirigenza britannica, forte del benestare dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan e della lucidità del nuovo direttore sportivo Hugo Viana, non intende minimamente forzare la mano al proprio condottiero. Anzi, la società si è già mossa cautelativamente, individuando nel profilo di Enzo Maresca l'eventuale e credibile erede, forte dell'incredibile lavoro svolto al Chelsea (quarto posto, Mondiale per Club e Conference League con una rosa giovanissima) e della preziosa passata esperienza come vice proprio sotto l'ala di Pep nell'anno del magico Triplete.
IL FASCINO DEL BELPAESE E LA SFIDA AZZURRA - Dagli ambienti iberici e italiani filtrano indiscrezioni sempre più insistenti che vorrebbero il mister ormai prossimo ai saluti. L'idea originaria di concedersi un anno sabbatico sembra stonare profondamente con la fame atavica di un perfezionista di questo calibro. Guidare una selezione nazionale rappresenterebbe il compromesso perfetto: meno logorio lavorativo e mentale rispetto alla panchina di un club, ma stimoli altissimi. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'amore incondizionato per l'Italia non è mai sfiorito e l'ipotesi di risollevare le sorti di un tricolore ferito nell'orgoglio da tre clamorose esclusioni mondiali consecutive lo stuzzica non poco. Le limitate risorse economiche dei club di Serie A allontanano l'ipotesi di un approdo in una squadra di club, ma la Federazione, supportata dall'intervento di munifici sponsor per coprire il lauto ingaggio e dalla suggestiva prospettiva di coinvolgere figure iconiche del passato come l'amico Roberto Baggio (con cui divise lo spogliatoio a Brescia), potrebbe creare l'humus ideale per tentare l'incredibile assalto.
Prima di concedersi alle dolci lusinghe tricolori, magari decidendo il proprio futuro davanti a un buon bicchiere di vino in Franciacorta con gli amici di sempre, c'è però un ultimo e decisivo capitolo britannico da scrivere. L'ultimo ballo di una leggenda vivente che si prepara a voltare pagina per riscrivere, ancora una volta, la storia di questo sport.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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