ATALANTA-UDINESE 2-2 (p.t. 0-1)
40' Kristensen (U), 55' Davis (U), 75' e 79' Scamacca (A)
OKOYE, voto 6
Alterna interventi prodigiosi a leggerezze sanguinose. Tiene a galla i friulani sbarrando la strada a Krstovic con due parate d'istinto puro e si fa valere con coraggio nelle uscite alte. Tuttavia, la sua prestazione viene irrimediabilmente macchiata da un rinvio scellerato in fase di impostazione, un errore di concetto che innesca l'azione del disperato pareggio atalantino. Bipolare.
MLACIC, voto 5
Il battesimo del fuoco dal primo minuto nel massimo campionato si rivela traumatico per il diciottenne. Patisce tremendamente il dinamismo e le continue incursioni di Sulemana, finendo subito fuori giri e rimediando un'ammonizione pesantissima dopo appena venti minuti. Runjaic, per evitare guai peggiori, lo lascia saggiamente negli spogliatoi all'intervallo. Schiacciato.
dal 46’ ZARRAGA, voto 6
Catapultato in un ruolo non prettamente suo con l'ingrato compito di arginare le ondate nerazzurre sulla corsia mancina. Ci mette corsa e spirito di adattamento, riuscendo a tratti a limitare i danni con grande abnegazione tattica in una ripresa di pura trincea. Adattato.
KABASELE, voto 6
Prende in consegna un cliente scomodissimo come Scamacca e per oltre un'ora si erge a dominatore assoluto dell'area di rigore. Vince ogni singolo duello, sia palla a terra che nel gioco aereo, disinnescando il centravanti azzurro. Poi, improvvisamente, le energie si prosciugano e il suo personale muro crolla sotto i colpi del risveglio avversario. A tempo.
KRISTENSEN, voto 7
Una prova di maturità superata a pieni voti. Si erge a pilastro invalicabile della retroguardia, dominando incontrastato sulle palle alte e spazzando l'area con la lucidità dei grandi difensori. Si toglie persino lo sfizio di travestirsi da bomber, firmando la rete del momentaneo doppio vantaggio con una deviazione sottomisura. In costante e inarrestabile ascesa. Monumentale.
KAMARA, voto 6,5
Chiamato in causa all'ultimo secondo per il forfait di Zemura, risponde con una prestazione di grande spessore e intelligenza tattica. Mette sul piatto tutta la sua esperienza per disinnescare la freschezza atletica di Bellanova, spegnendone gli strappi e blindando la corsia mancina per larghi tratti della sfida. Sagace.
dal 82’ ARIZALA, SV
EHIZIBUE, voto 5,5
Ara la corsia di competenza per quarantacinque minuti con una progressione e una gamba invidiabili, costringendo gli esterni orobici a una partita prettamente difensiva. L'imponente castello di sabbia, però, crolla sul più bello: si fa sovrastare e scavalcare colpevolmente da Scamacca in occasione dell'incornata che fissa il risultato sul due a due. Ingenuo.
KARLSTROM, voto 6,5
Non si limita a recitare la parte dell'incontrista ruvido, ma abbina alla consueta fase di rottura anche una sorprendente e geometrica lucidità in cabina di regia. L'unica nota stonata di una sinfonia altrimenti eccellente è un passaggio scellerato e velenoso in direzione di Okoye che fa venire i brividi alla panchina friulana. Faro.
PIOTROWSKI, voto 6
Interpreta il match come una battaglia campale. Porta muscoli, centimetri e una dose massiccia di agonismo nella zona nevralgica del campo. La sua feroce pressione sui portatori di palla atalantini è la chiave tattica che permette all'Udinese di dominare in lungo e in largo la prima frazione. Roccioso.
dal 71’ MILLER, voto 6
Subentra per piazzarsi davanti alla difesa come un frangiflutti puro. Respinge gli assalti disperati della Dea mettendoci fisico, posizionamento e grinta. Diga.
EKKELENKAMP, voto 6
Uomo ovunque nello scacchiere tattico di Runjaic. Inizia schermando Pasalic e raddoppiando sistematicamente su Sulemana con un dispendio energetico impressionante. Nel rocambolesco finale viene avanzato sulla linea degli attaccanti, ma pecca di cinismo cincischiando troppo sul pallone che poteva valere il clamoroso controsorpasso. Camaleontico.
ZANIOLO, voto 7
Per quarantacinque minuti torna a essere il giocatore straripante che aveva incantato la Serie A. Imperversa sulla trequarti dialogando a meraviglia con Davis, salta l'uomo con irrisoria facilità e spaventa Carnesecchi con una conclusione velenosa che richiede i super poteri del portiere. Lascia il campo con ancora benzina in corpo, suscitando leciti rimpianti. Incontenibile.
dal 65’ ATTA, voto 5,5
Ha sul piede un pallone pesantissimo in transizione ma perde il tempo di gioco fatale per calciare a rete. Si smarrisce poi nei meandri della marcatura, lasciandosi sfuggire Scamacca nel momento più decisivo dell'incontro. Lento.
DAVIS, voto 7
Un incubo a occhi aperti per Hien, costretto sistematicamente a interventi rudi per arginarne lo strapotere fisico. Fa reparto da solo, lavora sponde preziosissime per i compagni e apre gli spazi con un'intelligenza rara. Corona una prestazione da dominatore assoluto trafiggendo la rete con una stoccata di puro fioretto, firmando il nono centro in campionato e il secondo consecutivo. Devastante.
dal 71’ BUKSA, voto 6
Entra nel vivo della battaglia per gestire i possessi scottanti nel convulso finale. Si ritaglia anche un'ottima occasione da rete, sfumata solo grazie a un'uscita coraggiosa e tempestiva dell'estremo difensore atalantino. Combattivo.
ALL. RUNJAIC, voto 6,5
Si presenta a Bergamo in piena emergenza infortuni, ma plasma una creatura tatticamente tostissima e letale nelle ripartenze, confermando le ottime impressioni destate contro la Fiorentina. L'esecuzione su palla inattiva per il vantaggio è una fotocopia perfetta di schemi provati e riprovati maniacalmente in settimana. Paga un fisiologico calo atletico nel finale, dove la decisione di richiamare in panchina uno Zaniolo così ispirato si rivela un azzardo pagato a caro prezzo. Coraggioso.
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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