Lunga intervista sul Corriere della Sera al tecnico dell'Atalanta Raffaele Palladino. Ecco uno stralcio delle sue parole: 

Palestra è dell’Atalanta, ma è nel mirino di grandi club.
«È cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me».

L’Atalanta è un po’ distante dalla zona Champions. Qual è l’obiettivo?
«I punti a disposizione ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti. Vogliamo l’Europa, non so ancora quale sarà, ma bisogna puntare al massimo, con ambizione appunto».

Qual è la sua ambizione?
«Vincere qualcosa di importante».

La famiglia Percassi?
«Nella mia vita da calciatore e allenatore non ho mai conosciuto una famiglia come la loro. L’Atalanta è come un figlio, ci tengono in maniera passionale, amorevole. I Percassi sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via da Zingonia».

Le tre regole di Palladino nello spogliatoio
«La disciplina sugli orari: arrivo, colazione e pranzo. È uno stile di vita. Il rispetto dei ruoli e il dialogo: non credo alla dittatura ma alla gestione del gruppo. Sento ogni tanto miei ex calciatori. Mi ringraziano per quello che ho lasciato, anche come uomo. Questo mi gratifica».

Pesante raccogliere l’eredità di Gasperini?
«È stato naturale. Come se fossi arrivato in un ambiente ideale per me, preparato per me. Il mister qui ha fatto un grandissimo lavoro, resterà nella storia».

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 10:45 / Fonte: Corriere della Sera
Autore: Daniele Luongo
vedi letture