Il lungo tunnel di Santiago Gimenez sembra essere finalmente giunto al termine, e il destino ha voluto che il suo ritorno da titolare avvenisse proprio contro l'Atalanta, la squadra che involontariamente ha segnato l'inizio del suo calvario calcistico in questa stagione travagliata.
L'INIZIO DELL'INCUBO - Tutto è cominciato quel maledetto 28 ottobre, quando l'attaccante messicano si accasciò dolorante sul prato toccandosi la caviglia destra. Dopo appena diciassette minuti della ripresa, fu costretto a cedere il posto a Ruben Loftus-Cheek. Da quel momento, il buio totale: oltre un mese di incertezze diagnostiche, la drastica decisione di finire sotto i ferri a dicembre e un'assenza forzata durata quasi cinque mesi. Ora, però, Massimiliano Allegri è pronto a gettarlo nuovamente nella mischia dal primo minuto per tentare di scuotere un reparto offensivo apparso ultimamente letargico e privo di idee.
I NUMERI DELLA CRISI ROSSONERA - Il Diavolo è sprofondato in un abisso realizzativo a dir poco preoccupante. Appena una rete segnata nelle ultime cinque uscite stagionali e un misero bottino di sedici gol in tutto il girone di ritorno. Una sterilità che stona clamorosamente con l'avvio di campionato, quando l'ex stella del Feyenoord, complici gli acciacchi di Rafael Leao e Christian Pulisic, si era caricato l'intero peso dell'attacco sulle spalle. Prima del crack contro i nerazzurri, il Milan volava: diciotto punti in nove giornate e quattordici marcature complessive. Non è un caso – come riferisce La Gazzetta dello Sport – che il tecnico livornese voglia puntare sulla disperata fame di trionfo del centravanti, tornato in campo a marzo col contagocce ma smanioso di interrompere un clamoroso digiuno in Serie A che dura da un anno esatto, dal 9 maggio 2025. «Ho molta più fame e mi sento migliore», ha tuonato il giocatore ai microfoni della tv ufficiale del club.
DAL MERCATO ALLA PROVA D'APPELLO - Sbarcato a Milano nel mercato di riparazione del 2025 come il grande salvatore della patria, Gimenez aveva illuso tutti con un avvio scoppiettante, per poi perdersi nei meandri delle incomprensioni tattiche con l'allora tecnico Sergio Conceiçao. La scorsa estate, il suo addio sembrava cosa fatta, con il direttore sportivo Igli Tare che sfiorò uno scambio clamoroso con Artem Dovbyk della Roma. Rimasto all'ombra della Madonnina, il sudamericano ha pagato a caro prezzo l'instabilità fisica. «Giocare con una caviglia dolorante non mi ha aiutato e la scorsa stagione è stata negativa, è inutile nasconderlo», ha candidamente ammesso. Adesso si gioca una fetta importante di riconferma, e il palcoscenico per blindare la Champions League è di quelli che non ammettono repliche.
LA STRATEGIA ANTI DEA - Per cercare l'assalto vincente, l'idea in quel di Milanello è di ricomporre il tandem offensivo con lo statunitense Pulisic, rispolverando una coppia che aveva fatto le fortune del club a inizio anno. I due dovrebbero guidare la prima linea per cercare di impensierire la granitica retroguardia disegnata da Raffaele Palladino. Una mossa rossonera che sa di azzardo, considerando che entrambe le punte sono ancora a secco di reti nel 2026. Di conseguenza, si profila una panchina tattica per Leao, pronto a subentrare a gara in corso insieme a Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug qualora la scommessa messicana non dovesse portare i frutti sperati.
Manca pochissimo al fischio d'inizio: l'Atalanta è pronta a fare la sua partita, trasformando i sogni di rinascita milanisti nell'ennesimo, durissimo esame di maturità.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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